Cinque discariche in due chilometri. Il caso della zona industriale di Capannori

Appena ripulita ma subito invasa dalla spazzatura la traversa di via del Rogio. L’assessore: «Comportamenti intollerabili, fototrappole e controlli per arginarli»

CAPANNORI. Sembra una battaglia impari, ma è lo stesso una battaglia che deve essere combattuta. No, non stiamo parlando di scontri di civiltà, ma della lotta contro l’inciviltà, quella rappresentata dall’abbandono indiscriminato di rifiuti. Un problema che non è solo di Capannori ovviamente, ma che qui, nel paese che ha fatto una bandiera del progetto rifiuti zero e che vanta livelli più unici che rari nella raccolta differenziata, fanno ancora più impressione. Nel mirino è soprattutto la zona industriale, via del Frizzone e, ancora di più, via del Rogio, con almeno cinque/sei minidiscariche nel raggio di un paio di chilometri. La localizzazione non sorprende: trattandosi di un’area frequentata soprattutto in orario lavorativo, dalla sera in poi diventa poco frequentata, e questo permette ai barbari di agire indisturbati.

L’espressione battaglia impari non è esagerata se si pensa a via del Rogio, dove appena poche settimane fa fu eliminata una grossa discarica, liberando e rendendo nuovamente percorribile uno stradello in mezzo al bosco. Ebbene, appena pochi giorni sono passati e già sono rispuntati i rifiuti: ai bordi, ma anche in mezzo alla stradina che era stata ripulita. Qui si trovano vecchi pneumatici e pezzi di auto (che farebbero pensare a un’officina), ma anche rifiuti domestici. Ed è proprio la spazzatura che ognuno di noi produce in casa propria a caratterizzare le altre discariche che sorgono in ogni spiazzo di via del Rogio o nel tratto iniziale di via dell’Arpino, nelle aree utilizzate come alternativa alla “discarica principale” che era stata (temporaneamente) ripulita. Qui vi si trova di tutto: bottiglie, resti di cibo, vestiti, mobili rotti. Tutto materiale che potrebbe essere riciclato o smaltito a costo zero. Invece, piuttosto che mettere la bottiglia di plastica nel sacchetto giusto, qualcuno preferisce prendersi la briga di caricare tutta la spazzatura in auto e cercare il primo posto utile in cui buttarla. Anche a costo di rischiare multe e denunce. Non mancano oggetti che, a pensarci, fanno tristezza, come giocattoli usati, passeggini, abbigliamento per bambini: tutte cose che fanno pensare a famiglie con figli piccoli e, in automatico, all’insegnamento che quei figli possono ricevere da adulti che si comportano in quel modo.

«È un fenomeno triste e particolarmente insistente – conferma Giordano Del Chiaro, assessore all’ambiente di Capannori – noi da parte nostra continuiamo a mettere in atto tutte le nostre strategie, che non si limitano all’uso di fototrappole. Quel sistema va di pari passo con gli interventi puntuali di Ascit, che non si limita alla rimozione della spazzatura: ogni sacchetto viene aperto alla ricerca di tracce che possano portarci all’autore dell’abbandono». Interventi che hanno già permesso di fare parecchie multe, dai 300 euro in su, ma lo stesso arginare il fenomeno appare un’impresa. «Nello stradello trasformato in discarica in vai del Rogio abbiamo fatto da poco un intervento assieme ai carabinieri forestali – riprende l’assessore – e anche in quel caso qualche responsabile è stato individuato e non si è beccato solo delle sanzioni salate. Visto che l’inquinamento ambientale è un reato e gli autori ne dovranno rispondere anche sotto il profilo penale».



«Noi facciamo e continueremo a fare tutto il possibile per fermare il fenomeno – conclude Del Chiaro – si tratta di comportamenti che non sono più tollerabili».

© RIPRODUZIONE RISERVATA