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Manifattura, il ballo delle società-schermo e spuntano nomi di industria e finanza

La “stecca” nell’area sud-est della Manifattura

Lucca, le quote della “Good City” cambiano intestatario e vanno a due fiduciarie con soci della zona di Pistoia e Prato

LUCCA. La proprietà dell’ala sud-est della Manifattura, quella venduta per poco più di un miione e mezzo lo scorso novembre, sembra essere diventato un gioco di specchi. O magari un labirinto, come quello inciso nel marmo di San Martino. Un percorso dove si parte da una domanda per arrivare a un’altra domanda, senza intravedere la luce della risposta. Le quote della Good City, la società con sede a Pistoia che aveva partecipato (solitaria) all’asta di novembre aggiudicandosela con un rialzo di duemila euro hanno cambiato intestatario. Passando da Filippo Alessandro Ricci, l’avvocato lucchese che si era presentato a Palazzo Santini per la gara, a due società fiduciarie. Altri schermi, dunque. Che però si portano dietro alcuni nomi interessanti.

Andiamo con ordine. Mancano cinque giorni a Natale quando nello studio del notaio pistoiese Lorenzo Zogheri si siedono tre persone. Il già citato Ricci insieme ad Alberto Antonio Collini e Sergio Attilio Vezzani. Il primo è presidente del consiglio di amministrazione di Europa Trust; il secondo ricopre lo stesso ruolo in Firc (Fiduciaria italiana realizzo crediti).


Lo scopo della riunione è firmare una scrittura privata con le quale i 10mila euro della Good City (società costituita il 18 novembre), intestati a Ricci, vengono divise in parti uguali alle due società «sulla base del mandato fiduciario» assegnato allo stesso Ricci.

Le due fiduciarie si occupano di gestire partecipazioni per conto di soggetti che non vogliono apparire in prima persona. Ma, andando a scandagliare i soci, ci si rende conto che si continua a girare intorno allo stesso mondo imprenditoriale della piana tra Pistoia e Prato che era stato indicato fin dal giorno dell’asta.

Europa Trust è controllata per intero da Fidicontrol, le cui quote sono divise in parti uguali tra Collini e Carlo Mescolini, commercialista pratese.

Per quanto riguarda la Firc, i soci sono quindici, con pacchetti di quote di diversa entità. Tutti sono pistoiesi e fra essi compaiono nomi assai conosciuti: è il caso di Roberto e Francesco Becciani (il secondo proprietario dell’hotel Esplanade a Viareggio) e di Paolo Carrara, esponente della famiglia del cartario e presidente della Onlus “Un raggio di luce”. Sia il nome di Francesco Becciani che quello della famiglia Carrara erano stati indiziati di essere i “veri” acquirenti della manifattura, ma da entrambe le parti erano arrivate smentite.

Ci sono poi Bruno Coen, Gualberto Parenti, Francesca Parenti, Pier Luigi Gentili,Paolo Sala, Luisa Magni, Anna Pratesi, Sergio Attilio Vezzani, Paolo Lombardi, Stefano Sala, Masetta Tronci e Marta Genovesi.

Tutti questi – lo ripetiamo – fino a prova contraria non sono i nuovi proprietari di un pezzo di Manifattura, ma i socie delle società che hanno il mandato di portare avanti la partita, probabilmente almeno fino al suo perfezionamento con il contratto di cessione. Detto questo, due punti sembrano abbastanza chiari. Per avere un’idea della nuova proprietà bisogna guardare oltre Pescia e al di là del Serravalle. In secondo luogo, il velo di riserbo sembra essere destinato a essere mantenuto ancora per un periodo non breve, nonostante si parla di un pezzo importante di città che potrebbe ospitare soggetti importanti come Tagetik (che intanto comunque si sta muovendo anche per individuare soluzioni alternative). Ma, come diceva Winston Churchill, sembra di trovarsi di fronte a «un indovinello, avvolto in un mistero all'interno di un enigma».

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