Il Comitato contro gli Assi viari pronto a rivolgersi alla magistratura

lucca. Non si ferma la bufera intorno al progetto degli Assi viari. Innanzitutto perché – come reso noto dal comitato Altrestrade –, proseguono i sopralluoghi dei tecnici incaricati da Anas: in particolare, come documenta una foto, nella frazione di Lammari.

Ed è lo stesso Comitato che risponde a quanto sostenuto da Francesco Colucci e Alberto Baccini di Italia Viva: «Colpisce la soddisfazione manifestata per i saggi che Anas sta conducendo sul territorio, confusi con l’avvio dei lavori. A ben vedere si tratta semplicemente di sondaggi condotti nell’ambito della conferenza dei servizi, fase progettuale prevista dall’iter amministrativo che, quindi, sta seguendo il suo corso. In altre parole, siamo tutt’altro che in fase di realizzazione dell’opera. Il progetto deve ancora essere approvato e superare le numerose condizioni imposte dagli enti locali, vista la sua sostanziale incompatibilità con l’assetto della Piana. In ogni caso, anche laddove venisse approvato dovrà superare indenne il vaglio della magistratura, che siamo pronti ad interessare per tutte le gravi lacune che il progetto presenta». Secondo il Comitato è «arcinoto che la Tangenziale non influirà sul traffico che gira intorno alle Mura, se non per una percentuale minima, così come non servirà alle aziende “del nord del comune”. Tuttavia, in mezzo a tanti slogan discutibili, Baccini e Colucci hanno scritto una cosa giusta, ossia che l’asse nord sud servirà, in buona sostanza, solo per Mediavalle e Garfagnana. Effettivamente l’asse non sarà altro che una bretellina ad esclusivo servizio di questi territori e a discapito della Piana. Quindi perché Lucca e Capannori dovrebbero subire in silenzio “la strada di altri”? Mistero elettorale».


Sulla vicenda intervengono anche Luca Fidia Pardini ed Eros Tetti di Europa Verde: «Sosteniamo con forza la posizione del Comitato AltreStrade riguardo al progetto degli Assi viari. Un progetto obsoleto, inutile e dannoso, ora rilanciato a livello nazionale grazie allo sblocco dei fondi voluto dal governo Draghi, sostenuto anche da centrosinistra e M5S, e che con estrema disonestà intellettuale si cerca addirittura di far rientrare sotto l'ombrello delle azioni utili per la transizione ecologica, compiendo un'operazione di meschino greenwashing e andando ancora ad incentivare il trasporto su gomma. Da sempre riteniamo che l'annoso problema del traffico intorno al centro storico di Lucca, la “rotonda” della Piana, non possa essere risolto costruendo nuove strade, che tendenzialmente aumentano i flussi di traffico dovuto alla mobilità privata, uno dei contributi più rilevanti per la crisi climatica e anche per la qualità dell'aria che respiriamo. Il problema va invece risolto alla radice, puntando alla diminuzione del traffico dovuto alla mobilità privata, privilegiando invece la mobilità condivisa e su rotaia. In particolare, nel caso della piana di Lucca un'asse di mobilità nord-sud esiste già, ed è la ferrovia Lucca-Aulla, lungo la quale insistono già molte attività produttive. Secondo una logica davvero ecologista sarebbe molto più coerente rinunciare definitivamente al progetto degli assi viari e puntare tutto su quell'infrastruttura già esistente, che potrebbe essere potenziata con nuovi scali merci e diramazioni ferroviarie e tramviarie».