Contenuto riservato agli abbonati

Una “risto-pescheria” al posto dell’ex Astra, il maxi progetto finisce in tribunale

La società che voleva trasformare l'immobile chiede oltre 800mila euro ai proprietari del fondo: ma il giudice dice no

Luca Tronchetti

lucca. Era un progetto innovativo e ambizioso, che doveva trasformare il cinema Astra in piazza del Giglio in un ristorante di qualità con vendita al dettaglio di generi alimentari di vario tipo (tra cui pesce freschissimo). Portato all’attenzione dell’opinione pubblica dl Tirreno nel marzo 2018 e poi miseramente naufragato per una serie di inadempienze contrattuali è alla fine sfociato in una causa civile andata avanti per un paio d’anni e che vedeva contrapposte la società proponente, che aveva stipulato un preliminare di locazione commerciale, e le famiglie proprietarie del prestigioso e storico immobile di piazza del Giglio.


In sostanza la società Astra srl – con sede in via Santa Chiara e che aveva rilevato il contratto originariamente stipulato dalla società La Loggia – sosteneva vi fosse responsabilità contrattuale di Daniele Moretti e Giulio Nicola Raffaelli, assistiti dagli avvocati Giovanni Iacomini e Fabiano Laurenzi: in sostanza i proprietari avrebbero realizzato un grave impedimento per il quale la società ha chiesto al giudice civile un risarcimento del danno subito quantificato in 825mila euro.

Il giudice Giacomo Lucente però non soltanto non ha accolto la richiesta della parte attrice, ma l’ha condannata al rimborso delle spese di lite in favore del convenuto liquidate in 20mila euro. Il motivo? Secondo la società che aveva stipulato il preliminare per l’ambizioso e innovativo progetto – con contatti presi con una storica pescheria viareggina e con due rinomati ristoranti versiliesi – già sperimentato con successo a Milano, l’inizio della locazione era fissato per il primo maggio 2018. In quella data i locali del Cinema Astra dovevano essere messi a disposizione della società per consentirne la ristrutturazione. Di tutti gli adempimenti preliminari era stato portato a compimento unicamente il rilievo del fabbricato, realizzati i progetti di massima e ottenuta l’autorizzazione paesaggistica con parere favorevole della Soprintendenza il 19 luglio 2018. Quindi, stando alla società, anche se la pratica amministrativa non poteva dirsi perfezionata, la disponibilità dei locali alla data prevista dal preliminare avrebbe consentito di definire il tutto nei tempi preventivati. In particolare – si sostiene nella richiesta danni – i due proprietari del fondo non si erano presentati davanti al notaio per la stipula del contratto definitivo fissato per il 28 febbraio 2018: la mancata stipula sarebbe stata causata dal fatto che i proprietari avevano dimenticato di inviare la disdetta alla famiglia conduttrice del cinema Astra.

Ma le richieste della società che ha intentato la causa sono state rigettate dal giudice per una serie di ragioni. Intanto perché la stipula del contratto definitivo in mancanza di tutte le autorizzazioni amministrative sarebbe stato un grave rischio sia per la società che per i i proprietari del fondo che non potevano risolvere il contratto con i conduttori del cinema Astra per concedere l’immobile a soggetti non ancora abilitati alla complessa trasformazione d’uso del fabbricato.

Non solo. Il contratto prevedeva che per l’inizio della locazione tutte le clausole essenziali venissero rispettate in modo che, contrariamente, fosse giustificata la risoluzione del contratto. «Invece – sottolinea il giudice Lucente in sentenza – l’unica autorizzazione ottenuta è quella paesaggistica, ma solo nel luglio 2018 e la Astra srl non ha mai elaborato alcun progetto funzionale a ottenere una Scia e non ha nemmeno progettato in via definitiva, come sarebbe stato necessario per ottenere tutte le altre autorizzazioni, gli impianti termici e di condizionamento, e le canne fumarie che costituivano la parte più complessa della trasformazione di un vecchio cinema in attività di ristorazione nel centro storico cittadino».

Insomma, il grave inadempimento da parte della società che aveva promesso di prendere in locazione il prestigioso fondo di piazza del Giglio e che avrebbe omesso di attivare le pratiche per ottenere le dovute autorizzazioni (Asl, vigili del fuoco, comune di Lucca), di sottoporre ai locatori il progetto esecutivo necessario per la sua approvazione stipulando, incautamente, contratti con professionisti e fornitori, ha spinto il giudice a decidere di accogliere la domanda dei proprietari risolvendo il contratto per inadempimento della società.

© RIPRODUZIONE RISERVATA