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Assi, sopralluoghi dell’Anas nei terreni. Rabbia del Comitato: «Non fateli entrare»

Capannori, i saggi sono ripresi dopo i primi lavori di novembre scorso. «Gli operai torneranno con le ruspe per scavare delle fosse»

CAPANNORI. Sono arrivati nei campi che si stendono dal Brennero fino ai laghetti di Lammari e, ancora più in là, fino alla rotonda di Antraccoli. Insomma, lungo il tracciato del contestatissimo asse Nord-Sud degli Assi viari. Sono dei tecnici incaricati da Anas per alcuni sopralluoghi, in vista di interventi più importanti.

Mosse che hanno messo in allarme il Comitato Altrestrade, che da anni si batte contro la realizzazione dell’opera, che invita i cittadini interessati a non far accedere i tecnici ai terreni.


Non che si tratti di una novità assoluta. Già a novembre 2021 – spiega infatti il comitato – i tecnici dell’Anas erano arrivati a ripulire alcuni terreni. E già a quell’epoca si erano registrate resistenze da parte dei cittadini.

I sopralluoghi sono poi ripresi nella settimana dopo Befana e potrebbero andare avanti diventando ancora più impattanti sul territorio.

«Se fino a oggi Anas si è limitata ad un accesso in punta di piedi – scrive il comitato –, a breve tornerà con ruspe e mezzi pesanti, per effettuare scavi nei campi che sono già stati censiti. Inutile dire che questi scavi non saranno interventi di poco conto ma avranno, al contrario, un impatto importante sulle singole proprietà. Secondo quanto riferito dai tecnici incaricati da Anas, si tratterà di vere e proprie fosse di 4 metri 4 notevolmente profonde, che danneggeranno i terreni e le coltivazioni. L’accesso dei mezzi pesanti ed il lavoro delle ruspe lascerà i terreni in pessimo stato e non ci saranno risarcimenti per i proprietari, i quali saranno anche responsabili di quanto avviene all’interno delle loro proprietà».

Secondo quanto si apprende, si tratterebbe innanzitutto di scavi in vista di eventuali bonifiche da ordigni bellici, in particolare in corrispondenza dei piloni dei nuovi viadotti (come quello sopra la ferrovia a San Pietro a Vico).

«Il tutto – prosegue il comitato – senza che Anas abbia ancora chiarito ai cittadini qual è la norma che le consente di fare il bello e il cattivo tempo sui nostri terreni. Questo è veramente troppo. Se fino ad oggi abbiamo condotto un’opposizione pacata, non siamo disponibili a subire oltre le manìe della classe politica e sottostare agli ordini di Anas, tutto questo per la realizzazione di un progetto disegnato a Roma, senza conoscere minimamente la Piana e senza che Lucca o Capannori ne traggano alcun beneficio. Peraltro in un periodo storico in cui l’intera comunità mondiale guarda con più attenzione alla salvaguardia dell’ambiente ed alla conservazione del territorio. Se il Comune di Lucca ha dato prova di essere omologato ai diktat del partito unico, ci auguriamo, invece, che almeno Capannori (che subirà gli effetti negativi del progetto) e l’amministrazione Provinciale di Lucca facciano sentire la loro voce, anche solo per non perdere la faccia definitivamente».

Da parte del comitato si spiega di non voler «rimanere di certo inermi a guardare le ruspe violentare il territorio. Abbiamo già allertato i singoli proprietari in modo che possano opporsi all’accesso di Anas e li invitiamo, se del caso, ad interessare le forze dell’ordine per i dovuti accertamenti. È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti».

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