Ospedale di Lucca, la primaria di pediatria: «Aumentano i bimbi malati di Covid, attenzione alle patologie che può innescare»

La dottoressa Angela Vaccaro con il suo staff e il logo della pediatria di Lucca. La dottoressa Vaccaro è originaria della Calabria e ha studiato medicina a Pisa. Dal 2001 lavora a Lucca e dal 2018 ha ricoperto l’incarico di facente funzione.

L'intervista alla dottoressa Vaccaro: nella prima ondata pochi arrivavano in ospedale, ora sono in aumento. Riscontriamo una maggiore incidenza di casi da sindrome multiorgano 

LUCCA. Tra i tanti pazienti Covid che in questi quasi due anni di pandemia sono passati dal San Luca, ci sono stati anche dei bambini colpiti dalla malattia e bisognosi di cure ospedaliere. È un aspetto che finora era emerso in modo marginale, ma che ora merita maggiore attenzione perché in crescita.

Ad occuparsi di questi piccoli contagiati è la dottoressa Angelina Vaccaro, che dopo aver vinto il concorso è stata nominata responsabile del repartodi Neonatologia e Pediatria.

Dottoressa, l’incidenza dei contagi è maggiore tra i bambini. Ci sono stati casi di ricovero in ospedale al San Luca?

«Ne abbiamo avuti una decina in tutto, molti concentrati in questi ultimi mesi. Nella prima ondata, infatti, di bambini Covid bisognosi di ricovero non se ne vedevamo. Adesso invece ce ne sono molti di più. Anche oggi ne avevamo due, uno di 15 e uno di due anni. L’età media dei casi in età pediatrica si sta abbassando. Quando capitano bambini di età compresa tra tre mesi e un anno li ricoveriamo per vedere che piega prenda la malattia. Altre famiglie con bambini si presentano in Pronto soccorso o chiamano per un consulto. Li visitiamo e se non hanno bisogno di ricovero li rimandiamo a casa seguendoli a distanza in accordo col pediatra».

Come si manifesta la malattia nei bambini?

«Le forme in questa fascia di età sono lievi-moderate ma non è una faccenda da sottovalutare anche per le conseguenze del cosiddetto “long Covid”: la letteratura medica sull’argomento testimonia una maggiore incidenza di casi da sindrome multiorgano nei bambini che hanno avuto il Covid. È una patologia seria: un paio di casi purtroppo li abbiamo avuti anche qui a Lucca e sono stati centralizzati al Meyer».

Questo periodo di pandemia ha avuto anche altre conseguenze sui bambini?

«Sì e non meno gravi. Nell’autunno 2020 abbiamo avuto una maggiore incidenza di bambini ricoverati per problematiche psicologiche. Una questione che ha riguardato sia i piccoli sia gli adolescenti. I disturbi erano di natura psichiatrica tant’è che molti sono stati presi in carico dalla neuropsichiatria infantile. Di certo le settimane di lockdown hanno inciso».

Come è stato riorganizzato il reparto a fronte dell’emergenza pandemica?

«Quando è arrivata il virus, tra febbraio marzo 2020 ci siamo messi a riprogettare l’interno della pediatria. Abbiamo diviso il reparto, che conta 15 letti, in due parti uguali: in un’ala i pazienti “non Covid”, nell’altra i Covid. La modularità del San Luca in questo ci ha molto avvantaggiato. Tutti i bambini che vengono ricoverati con accompagnatore, vengono messi in area Covid per essere sottoposti a tampone. Se sono negativi li portiamo in area “non Covid”, altrimenti restano lì. A volte capita di trovare il bambino negativo e l’accompagnatore positivo. In ogni caso questa disposizione ci permette di tenere le due linee separate e di avere percorsi sicuri».

Scuola e vaccini: come la pensa?

«Consiglio la vaccinazione. Rappresenta una protezione per il bambino e per la comunità. Non c’è da aver timore. Sulla scuola la questione è complessa, ma non è che lasciando i bimbi a casa li si tiene al riparo. Spesso il contagio avviene proprio in famiglia».

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