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Nelle scuole di Lucca 200 positivi al giorno. L'Asl: «Aiutateci con il tracciamento»

In auto per fare il tampone al drive through: a Lucca aumentano i contagi Covid

La direttrice della Prevenzione: «Casi decuplicati in una settimana, con questi numeri siamo andati in difficoltà»

LUCCA.«Il sistema di tracciamento è andato in difficoltà ma con questi numeri era inevitabile. Per colmare i ritardi serve la collaborazione dei cittadini». È questo, in sintesi, il messaggio che la dottoressa Giovanna Camarlinghi, direttrice della struttura di Igiene e sanità pubblica dell’Asl (area nord), fa trapelare in questa intervista al Tirreno in cui non nasconde i problemi incontrati dal dipartimento della prevenzione, l’ente che si occupa di tracciare i positivi e di predisporre e inviare i provvedimenti di inizio e fine isolamento.
 

Dottoressa, ogni giorno riceviamo decine di segnalazioni da parte di cittadini che denunciano problemi e ritardi nella gestione dei casi positivi. Ci spiega cosa succede.

«Siamo consapevoli delle problematiche che si stanno verificando, ce ne scusiamo e ci auguriamo si riesca ad arrivare quanto prima a una gestione puntuale dei casi. Siamo andanti in difficoltà perché nell’arco di una settimana i casi da prendere in carico sono decuplicati. Il boom c’è stato a cavallo tra Natale e Capodanno: siamo passati da 400 contagi giornalieri a più di 4000, con punte di 5.500. Il 31 dicembre, ad esempio, abbiamo avuto 5.200 casi positivi. Un aumento simile era inatteso, almeno in questa misura, e ciò ha comportato inevitabilmente dei ritardi nell’attività di tracciamento e nella comunicazione dei provvedimenti di inizio e fine isolamento».
 

Ci spiega come è organizzata l’attività di tracciamento.

«La centrale unica dell’Asl nord ovest che prima era a Carrara adesso si trova nella sede del dipartimento di prevenzione di Pietrasanta. Ci lavorano 29 operatori, distribuiti su turni che vanno dalle 9 alle 19, sabato e domenica compresi. A integrare questo nucleo c’è un contingente numeroso sul territorio, un centinaio di operatori tra medici, tecnici e infermieri delle varie zone distretto dell’Asl. Sono dipendenti della prevenzione ma anche della medicina dello sport e della medicina del lavoro, che in questa emergenza sono stati messi di supporto all’attività di tracciamento. L’assegnazione dei casi da seguire è coordinata dalla centrale di Pietrasanta. Siamo in attesa di un ulteriore potenziamento proprio della centrale con medici e altri professionisti».
 

A quanto ammonta il ritardo che avete accumulato e come pensate di recuperare?

«Difficile dare numeri ma sono diverse migliaia di casi. La Regione ha messo in campo soluzioni di emergenza, di cui la più importante è contenuta nell’ordinanza numero 2 del 10 gennaio. Prevede la possibilità di auto registrazione sul portale www.referticovid.sanita.toscana.it da parte di coloro che hanno avuto un tampone positivo, non hanno sintomi gravi e non sono ancora stati contattati dall’Asl. Già questo risolve buona parte del problema perché i contagiati vedono arrivare in automatico il provvedimento di isolamento. E se si ripete il tampone nel giorno indicato e il referto è negativo, arriva in automatico anche il provvedimento che pone fine all’isolamento».
 

Sembra che nonostante questo i ritardi restino.

«Serve la collaborazione dei cittadini. Quanto la Regione ha inviato i primi 80mila sms per l’autoregistrazione dei positivi, solo il 55 per cento dei soggetti ha risposto collegandosi al portale. Il resto no».
 

Queste misure non vanno di pari passo con l’aggiornamento del Green pass.

«È necessario che il soggetto che processa il tampone, che sia il medico di famiglia, il farmacista o il laboratorio privato, carichi subito l’esisto sul sistema Sispc. Se salta questo passaggio il caso viene perso ai fini della registrazione e questo crea problemi con l’aggiornamento del Green pass».
 

Intanto la scuola è ripartita. Che ne pensa?

«Prima delle feste avevamo al massimo una trentina di casi tra i soggetti in età scolare. Arrivati a metà gennaio, solo nella Piana di Lucca, abbiamo tra i 100 e i 200 casi. E a tre giorni dalla riapertura ci sono già le prime quarantene per le classi dei bambini tra 0 e 6 anni. Tutto ciò crea un enorme problema vista la situazione già difficile e a mio giudizio sarebbe stato meglio far slittare la riapertura. A Lucca abbiamo un’ottima collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale, insieme stiamo cercando soluzioni per aiutare gli istituti ad affrontare le difficoltà. Intanto abbiamo avuto un rinforzo dei cosiddetti “medici scolastici”: nella Piana sono passati da due a quattro. Saranno importanti per gestire positivi e quarantene».

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