«Prevenzione e repressione non bastano senza un rapporto con enti e associazioni»

Nel 2021 sono 108 gli arresti e 929 le denunce. Più attenzione alle violenze di genere, al cyberbullismo e allo spaccio

Luca Tronchetti

LUCCA. Oltre ai numeri c’è di più. C’è la costruzione di un rapporto che va oltre i diktat legati alla prevenzione e alla repressione. C’è un tentativo di dialogo concreto e reale con il territorio: con le istituzioni (sindaci) e con le associazioni (volontariato) i veri avamposti in grado di segnalare disagi, problemi e fragilità sistemiche capaci di aiutare le forze di polizia nella loro difficile opera quotidiana. Il questore Alessandra Faranda Cordella all’aridità dei numeri, comunque sostanzialmente identici a quelli resi noti nel 2019 preferisce la sostanza delle cose: la risoluzione dei problemi. Si parla dell’odiosa sequenza di furti in abitazione che provocano disagi tra i cittadini e l’inquilina di via Cavour non usa mezzi termini: «É un fenomeno storico, dovuto all’orografia della provincia. I furti avvengono in prevalenza in luoghi isolati, in villette o case coloniche nascoste e lontane dalle grandi arterie. La polizia mette in campo due pattuglie al giorno, ma il territorio è ampio e se una macchina è a Santa Maria del Giudice non si può pretendere che arrivi in pochi minuti a Picciorana. Siamo nel 2022 e occorre che i cittadini predispongano sistemi di deterrenza e autodifesa: dalle inferriate alle finestre alle porte blindate, dagli allarmi sino alla videosorveglianza. Oltretutto il collegamento con le forze dell’ordine è gratuito (centrale operativa 113) e le segnalazioni di auto o persone sospette sono gradite specie quando vengono fatte senza timore e nell’immediatezza. Un’utopia credere che una soluzione possa essere il controllo di vicinato. Voglio tranquillizzare la popolazione: il numero dei furti a Lucca e in Versilia è stazionario».


I NUMERI

Nel corso del 2021 a livello provinciale la polizia ha effettuato 108 arresti, 929 denunce, 31.072 controlli, 169 fogli di via obbligatori (provvedimenti a firma del questore su soggetti pericolosi anche a richiesta delle altre forze dell’ordine), 20 divieti d’accesso alle aree urbane per contrastare il degrado e la microcriminalità, 87 avvisi orali con cui l’autorità di pubblica sicurezza invita una persona ritenuta pericolosa a tenere una condotta conforme alla legge, due sorveglianze speciali (obbligo di rimanere a casa nelle ore notturne, divieto di mettersi alla guida), 60 espulsione con 16 accompagnamenti alla frontiera o ai Centri di prima accoglienza per immigrati senza permesso di soggiorno e cinque provvedimenti di chiusura di esercizi pubblici tra cui un paio in Garfagnana in quanto in quei locali si erano verificati episodi in grado di mettere in pericolo la sicurezza pubblica.

LE PRIORItÁ

«É stato un anno complicato dall’ingombrante presenza del Covid – sostiene la questora –. Caratterizzato da tensioni sociali dovute alla costante contrapposizione del mondo no vax/no green pass. Devo ringraziare la mia squadra – funzionari, dirigenti, Digos, agenti – che con equilibrio ha tenuto sotto controllo le manifestazioni del dissenso costituzionalmente garantito nel pieno rispetto delle misure anticontagio». Tra le attività più rilevanti l'operazione di contrasto al traffico di stupefacenti «Valgimigli» a Lucca con l'esecuzione di 13 misure cautelari nei confronti di extracomunitari e richiedenti asili e “Mamma cocaina” a Viareggio con un bimbo nel passeggino usato dal padre nell’attività di spaccio. Prosegue Faranda Cordella: «Sottolineo l’impegno nella lotta alla violenza domestica e di genere con numerosi interventi, alcuni dei quali conclusi con arresti e altri con misure cautelari a protezione delle vittime del protocollo rosa. In particolare sono stati trattati 169 fascicoli di violenza di genere con 43 inerenti il codice rosso e l’applicazione di 28 misure cautelari, di cui una interdittiva della professione di allenatore di minori, 20 divieti di avvicinamento, sette allontanamenti urgenti dalla casa familiare e 18 ammonimenti del questore. E non da meno la lotta al cyberbullismo e alla violenza on line con l’impegno della polizia postale e la campagna di prevenzione “Una vita da social” nelle scuole della Lucchesia e della Versilia».

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