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Ristoranti “chiusi per ferie” a Lucca, ma è l’effetto pandemia

Piazza Anfiteatro: chiusi quasi tutti i locali

Fipe: «Gennaio e febbraio sono i mesi canonici dello stop per i pubblici esercizi. Però negli ultimi dieci giorni il lavoro è molto calato e anche lo scorso weekend»

LUCCA. Non sono soltanto le chiusure “canoniche” di gennaio, quando il turismo, in una città come Lucca, inevitabilmente rallenta. Questo gennaio, di colpo dopo le feste di Natale, le serrande abbassate e i cartelli “chiuso per ferie” sulle vetrine dei ristoranti si sono velocemente moltiplicate.

Effetto quarta ondata, picco Omicron: qualsiasi sia la definizione, il risultato non cambia. Al calo del lavoro rappresentato dai contagi aumentati si aggiunge ovviamente il periodo di fisiologica “stanca”. Ma anche gli stessi responsabili della categoria dei ristoratori convengono che sì, al calo di dopo Natale si è aggiunto quello causa pandemia.


«Sicuramente – dice Simona Del Ry, ristoratrice e una dei due vicepresidenti di Fipe ristoratori della provincia di Lucca – la nostra categoria mantiene l’abitudine di preferire gennaio e febbraio per la chiusura annuale più lunga. Ma in questo mese di gennaio si vedono molte più chiusure tra i ristoranti. Anche chi stava aperto sempre, in questo periodo preferisce chiudere nei giorni infrasettimanali e aprire solo il sabato e la domenica». Il calo aggiuntivo, spiega sempre la vice presidente di Fipe, si era già cominciato a delineare negli ultimi giorni. «Negli ultimi dieci giorni – precisa – le presenze nei nostri ristoranti sono state molto basse, anche nell’ultimo fine settimana. Sabato 8 gennaio poi è stato totalmente anomalo. Al calo che ci si può aspettare in questi periodi se n’è aggiunto altro».

Antonio Fava è l’altro vice presidente della Fipe ristoratori della provincia di Lucca. «Ormai è il terzo inverno del Covid – è la sua analisi –; quasi non abbiamo più memoria di come era prima. È naturale, fisiologico, che dopo Natale molti esercizi pubblici decidano di tirare il fiato. Certo, a questo, ci si aggiunge che i contagi aumentano e capisco chi decide, davanti a una quarantena, di decidere di prendere le ferie e aspettare che i tempi migliorino. Ci sono anche ristoranti che per via del Covid sono a corto di personale e hanno deciso di fare le ferie: riapriranno quando il picco sarà passato. E intanto ne puoi approfittare per far fare le ferie al personale».

Quando il picco sarà passato, il rischio è che questa ulteriore ondata della pandemia possa causare qualche altra chiusura. Fava propende per l’ottimismo: «Il grosso della crisi – dice – l’abbiamo avuto quando c’è stato il lockdown. I ristori sono stati minimi e chi ha scelto di chiudere lo ha fatto tra il 2020 e il 2021. Ora almeno abbiamo la fortuna di essere aperti e poter lavorare. Ma il diffondersi dei contagi fa scattare la paura anche di andare al ristorante, anche se i nostri locali sono sicuri, perché sanificati e rispettosi di tutte le regole».

Sul rischio di nuove chiusure, Del Ry è invece più cauta: «Dobbiamo aspettare marzo per fare un bilancio».

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