Per un insoluto di 90 centesimi deve pagare 20 euro al Comune di Lucca

Pietro Barsotti

La storia di Pietro Barsotti, ex vicedirettore dell’esattoria. L’ingiunzione fa riferimento alla Tasi dell’annualità 2015

LUCCA. Venti euro da pagare per un’imposta reale dovuta di 90 centesimi. Pietro Barsotti, 74 anni compiuti a dicembre, lucchese, ex vice direttore dell’esattoria comunale, in pensione dal 2005, non ha creduto ai suoi occhi quando, ieri mattina, mentre lavorava nel suo giardino, si è visto recapitare la raccomandata di Lucca Riscossioni e Servizi, società di Lucca Holding che cura le riscossioni delle imposte comunali.

«Mi è sembrato ridicolo», commenta Barsotti, esibendo le carte in cui si documentano gli importi singoli che formano l’intero ammontare.


La cartella di ingiunzione di pagamento ha origine da un credito tributario che risulta insoluto – dell’importo, appunto, di 90 centesimi – che l’utente lucchese non ha pagato nel 2015 relativamente alla tassa sui servizi indivisibili del Comune (Tasi, relativa al possesso a qualsiasi titolo di un fabbricato, compresa l’abitazione principale, tassa decaduta nel 2020).

«Nessuno – spiega Pietro Barsotti – mi ha mai comunicato prima d’ora l’esistenza di questo insoluto. È probabile che, pagando la Tasi, nel bollettino relativo all’annualità 2015, abbia inserito l’importo in euro omettendo i 90 centesimi. Se è accaduto, l’ho fatto sicuramente senza accorgermene».

Ma quei 90 centesimi nel tempo sono lievitati: non tanto per effetto di interessi, quanto per il fatto che la sola voce “rimborso spese di istruttoria e notifica del presente atto” (come è riportato nel documento analitico della composizione del tributo) è quantificata da Lucca Holding e Servizi in un importo di 18 euro.

In sostanza, ai 90 centesimi iniziali, se ne sono aggiunti 27 (sempre centesimi) di sanzione, 24 centesimi di spese, 9 centesimi per l’accertamento, più altri 3 centesimi per l’ingiunzione: totale 1 euro e 41 centesimi, ai quali, nel calcolo definitivo, si sono aggiunti 12 centesimi di interessi calcolati ai sensi del regolamento generale delle entrate del Comune di Lucca e 18 euro per il rimborso delle spese di istruttoria. Totale arrotondato da pagare: venti euro (da pagare con bonifico sul conto corrente postale o bancario di Lucca Riscossioni e Servizi), anche se, per essere precisi, il “vero” importo sarebbe stato di 18 euro più 1,53, quindi 19,53 euro (arrotondamento per eccesso).

Davanti al paradosso che gli si è presentato, Barsotti allarga le braccia. «Cosa devo fare davanti a tutto questo? Se faccio ricorso alla commissione tributaria, dovrò pagare trenta euro solo per istruire il ricorso», sottolinea l’ex vice direttore dell’esattoria. E le cose le sa bene, visto il lavoro che ha svolto per tanti anni.

«In tutta la vita – aggiunge – non mi è mai capitato di ricevere alcun sollecito sulle tasse, tutte sempre pagare con piena regolarità. Questa volta però non posso stare zitto: non è per i venti euro, certo, ma per una questione di principio. Molto probabilmente è il regolamento del Comune che è così: per lo Stato è diverso. Fino a quando ho lavorato io, tutti gli importi fino a 18 euro, fossero di rimborsi dovuti a cittadini per tasse statali o a spettanze dello Stato da parte dei cittadini per mancati pagamenti, venivano stralciate», conclude.

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