Maltratta la madre: quarantenne condannato

Lucca: l’uomo è stato inveceassolto dall’accusa di lesioni aggravate e violenza domestica

LUCCA. Una vicenda di maltrattamenti in famiglia andata avanti per diversi anni con un periodo di venti giorni – nel giugno 2020 – in cui la situazione venne monitorata attraverso intercettazioni ambientali si è conclusa con la condanna in abbreviato a un anno e otto mesi di reclusione senza benefici di legge di un quarantenne operaio della Lucchesia che lavora in una cooperativa e che era accusato di maltrattamenti nei confronti della madre poco più che settantenne affetta da cirrosi epatica.

La decisione, al termine di alcune udienze camerali, è stata presa dal gup Antonia Aracri sulla base dei riscontri probatori che hanno fatto pendere la bilancia verso l’assoluzione dell’imputato dal reato di lesioni aggravate e di violenza domestica.


Stando al giudice, che ha interrogato l’imputato nel corso dell’udienza a porte chiuse ricevendo risposte puntuali ed esaustive, i sette ricoveri ospedalieri della donna non sarebbero da imputare alle botte, alle spinte o all’aggressione del figlio quanto piuttosto alla malattia dell’anziana che – al di là della cirrosi diagnosticata nel 2013 soffre di altre malattie che le rendono complicata la deambulazione – sarebbe caduta procurandosi anche ecchimosi e contusioni

. Tra l’altro l’operaio – che per un certo periodo ha vissuto con il padre anche lui affetto dai problemi di salute e che si era separato dalla madre all’inizio degli anni Duemila e che è affetto anche lui da problemi di alcolismo d– in passato era stato sottoposto dal giudice alla misura di divieto di avvicinamento che nel corso del tempo aveva perduto la sua efficacia con la pensionata che era stata affidata a un amministratore di sostegno.

Nel corso del procedimento, in incidente probatorio, era stata effettuata una perizia psichiatrica sulla persona offesa per capire se le denunce nei confronti del figlio, spesso ritrattate in un breve arco temporale, fossero dovute a un desiderio di protezione oppure, come in effetti è emerso, a difficoltà di natura neurologica.

Un caso seguito anche dai servizi sociali visto che l’anziana donna per due-tre giorni alla settimana frequentava un centro sociale e per tre volte alla settimana era monitorata dalle assistenti sociali che si occupavano di farle la spesa e della cura della persona.


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