Anomalya, il bolide nato a Capannori pronto a stregare Sanremo. Il progetto, le caratteristiche e la storia

Anomalya, la supercar nata a Capannori

Un modello che sarà realizzato in soli dieci esemplari, e non ve ne saranno due uguali tra loro. È il frutto di un lavoro di anni e di una ricerca approfondita in ogni aspetto, dall’uso dei materiali all’aerodinamica, anche in collaborazione con l’Università di Pisa

CAPANNORI. Anomalya va a Sanremo. No, non è il nome d’arte di una cantante, ma il nome di un’opera d’arte a quattro ruote. Stiamo parlando della vettura realizzata dallo Sly Garage di Capannori. Un’auto da sogno. Del resto rappresenta appunto la realizzazione di un sogno, quello di un bambino che, appassionato di auto, una volta diventato grande ha deciso di trasformare in realtà il frutto della sua immaginazione. Quel bambino era Sly Soldano, lo stesso che da il nome al garage di Tassignano in cui si è materializzato il sogno. «La differenza tra i bambini e gli adulti sta solo nelle dimensioni dei loro giocattoli», ricorda Sly, con una frase che è contenuta nella brochure di presentazione dell’auto.

Un modello che sarà realizzato in soli dieci esemplari, e non ve ne saranno due uguali tra loro. È il frutto di un lavoro di anni e di una ricerca approfondita in ogni aspetto, dall’uso dei materiali all’aerodinamica, anche in collaborazione con l’Università di Pisa. Entrando nei dettagli più freddamente tecnici sarà una vettura a due posti alimentata da un motore (posto sul posteriore) boxer sei cilindri derivato dal Porsche di 3.200 di cilindrata, e in grado di passare da zero a 100 chilometri orari in 4,4 secondi e di arrivare a una velocità di punta di 270 chilometri orari.


«La nostra vettura nasce da un’idea maturata negli anni (nel mio caso specifico circa trenta) che si concretizza definitivamente circa quattro anni fa – spiega Sly Soldano – il lavoro dello Sly Garage ci porta a lavorare con vetture di alto calibro e nomi molto importanti, ma più le vetture risultano moderne e meno riconosco in loro il carattere originale per cui i padri fondatori delle relative factory hanno creato le auto stesse. Per sottostare a moderne regole di mercato e rendere le vetture note come supercar papabili a chiunque abbia il potere economico per acquistarne una, tutti, e ripeto tutti, hanno rinunciato al loro carattere particolare ed elitario, dove per elitario intendo “non alla portata di tutti”, per deviare verso un carattere molto più tenue e facile da gestire, rendendo, di fatto, questi bolidi di acciaio talmente evoluti da rendere il pilota stesso poco più di un trasportato. Se di fatto l’acquisto di una supercar è utile esclusivamente ad apparire, questa scelta è giusta. Se di fatto, si sfrutta il massimo della tecnologia elettronica abbinata al massimo della tecnologia meccanica per far si che la vettura dia il massimo assoluto in tempo sul giro all’interno di un ipotetico circuito, la scelta è anche in questo caso giusta».

Ma non a queste esigenze che vuole rispondere Anomalya. La vettura Creata nella Sly Garage Factoiry fondata, oltre che da Soldano, da Samuele Pasquinucci, Luca Sabatelli, Guido Cecchi e Luciano Bartolini. No, Anomalya vuole essere una vettura che vuole trasmettere a chi si mette al volante la purezza del piacere della guida, quello che le supercar regalavano almeno fino agli anni Novanta. Un ritorno alle emozioni che furono, ma con la tecnica, i materiali, la tecnologia (e quindi anche la sicurezza) delle vetture dei giorni nostri.

«È una vettura per guidare, non per essere trasportati», sottolinea il suo creatore. Per questo la prima definizione che potrebbe venire in mente, appunto quella di supercar, viene bocciata da Sly: «La definizione giusta per noi è un’altra. L’abbiamo chiamata auto non conforme». E qui sta la spiegazione del suo curioso nome: Anomalya, perché questo bolide vuole rappresentare un’anomalia nel panorama automobilistico. E se anomalia deve essere, che lo sia fino in fondo, anche sostituendo una I con una Y.

Insomma una star a motore che dopo la presentazione in una cornice suggestiva come quella delle Mura di Lucca adesso avrà un’altra vetrina importante: Sanremo. Nella settimana del festival della canzone italiana - che si svolgerà da martedì 1 a sabato 5 febbraio - infatti, Anomalya verrà presentata al Grand Hotel Des Anglais di Sanremo. E c’è da scommettere che sarà protagonista degli scatti dei fotografi quanto i cantanti che in quei giorni affolleranno la riviera ligure.

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