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Fu asportato il rene sano al posto di quello malato, radiologa versa all’Asl oltre 180mila euro

Guido Dal Porto a cui venne tolto il rene sbagliato

Lucca: il giudice aveva già disposto il risarcimento al paziente, a carico dell'Azienda sanitaria

FIRENZE. La Regione Toscana, quale ente danneggiato dal maxi risarcimento di 915mila euro erogato dall’azienda sanitaria Asl Toscana Nord-Ovest, cita in giudizio alla Corte dei conti i tre medici condannati dal tribunale di Lucca a sei mesi di reclusione con i benefici di legge in seguito all’asportazione di un rene sano anziché di quello malato al paziente Guido Dal Porto, oggi sessantunenne, avvenuta durante un intervento chirurgico all'ospedale lucchese il 16 aprile del 2016. Uno di loro, la radiologa Claudia Gianni, attraverso la sua impresa di assicurazioni, adempie alla richiesta della magistratura contabile e versa la cifra dovuta all’Asl attraverso un procedimento con rito abbreviato: 183mila 116 euro, il quaranta per cento del danno erariale. In origine infatti la richiesta del risarcimento del danno era di 366mila euro in favore della Regione Toscana.

Danno ipotizzato da una vicenda di negligenza professionale nell’ambito dell’attività sanitaria ascritta alla radiologa, in qualità di dirigente medico della radiologia dell’ospedale di Lucca, unitamente ai colleghi Stefano Torcigliani (primo chirurgo urologo) e Giuseppe Silvestri (secondo chirurgo urologo), nel corso dell’intervento di nefrectomia svolto in ospedale e finalizzato a rimuovere un tumore maligno.


In sostanza a Dal Porto venne asportato il rene destro, non affetto da alcuna patologia, in luogo del sinistro. In sede penale il giudice monocratico Stefano Billet dispose, a carico della Asl, una provvisionale del risarcimento dei danni pari a 600.000 euro per il paziente a cui fu asportato il rene sbagliato e di 100.000 euro ciascuno per la moglie e i due figli dell'uomo. Con pena sospesa per i tre medici subordinatamente al pagamento della provvisionale.

Nel procedimento aperto alla Corte dei conti alle richieste del procuratore regionale Acheropita Rosaria Mondera, la radiologa si era costituita con comparsa di risposta, depositata in data 17 maggio, formulando, in via preliminare, richiesta di definizione del procedimento con il rito abbreviato, prospettando il pagamento di una somma pari a euro 183.116. Il procuratore regionale aveva espresso il proprio parere favorevole in merito alla possibilità per radiologa di accedere al rito alternativo.

Si legge nella sentenza della Corte dei conti pubblicata il 6 dicembre: «Con provvedimento all’esito della camera di consiglio del 9 giugno 2021 il collegio, in accoglimento della richiesta di rito abbreviato, ha determinato in euro 183116,95 la somma da versare a favore dell’amministrazione danneggiata, rinviando per la definizione alla camera di consiglio in data 3 novembre 2021. La stessa convenuta per il tramite della propria impresa di assicurazioni ha prontamente adempiuto, giusta bonifico in data 15 luglio 2021, trasmesso unitamente a quietanza del dirigente responsabile del settore contabilità della Regione Toscana».


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