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In cinque anni 29 sportelli bancari chiusi in Lucchesia, e non è finita

La fotografia è scattata dalla Banca d’Italia, che censisce ogni anno la presenza delle filiali bancarie in ciascun comune. Durante quest'anno altri tre stop nella Piana

LUCCA. Ventinove sportelli bancari in meno in cinque anni. E altri tre in chiusura nel 2021. Una fuga alla spicciolata che impoverisce i territori e lascia intere comunità senza servizi essenziali. La serrata delle filiali bancarie è un processo che non sembra arrestarsi, ma che anzi continua a falcidiare presidi. Basti pensare che dai 111 sportelli presenti alla fine del 2015 si è passati cinque anni più tardi - a dicembre del 2020 - a 82. Ed nel corso di quest’anno sono state disposte altre tre chiusure, che porteranno due comuni ad essere sprovvisti di ogni servizio di intermediazione bancaria: Montecarlo e Villa Basilica.

La fotografia è scattata dalla Banca d’Italia, che censisce ogni anno la presenza delle filiali bancarie in ciascun comune.

Gli ultimi dati disponibili si fermano al 31 dicembre 2020 e parlano, come detto, di 82 sportelli presenti, a cui ne vanno tolti altri tre che sono spariranno entro la fine del 2021. Su un territorio importante, che conta sei comuni e 164mila abitanti, rimarranno insomma appena un’ottantina di presidi bancari, 49 dei quali concentrati nel capoluogo. E anche in questo caso va considerato che il grosso si trova nel centro o a ridosso di esso, mentre nelle frazioni anche solo poter fare un prelievo bancomat è sempre più difficile. Ma tant’è. Riduzione del numero di sportelli e conseguente contrazione delle spese sono ormai diventati dei mantra per i principali gruppi bancari. E così, sotto il cappello della progressiva tendenza alla digitalizzazione delle operazioni, le chiusure si sono susseguite e continuano a verificarsi in una spirale inarrestabile. A scapito di chi abita i territori, e in particolare di chi è lontano dai centri abitati principali.

È sufficiente dare uno sguardo a quanto accaduto negli ultimi mesi per rendersene conto. Il Banco Bpm, ad esempio, nei primi mesi dell’anno ha annunciato la chiusura di sette sportelli, due dei quali nella Piana. Si tratta di quelli di Montecarlo e Villa Basilica (Botticino) , che erano rimasti gli ultimi rimasti dopo le serrate degli ultimi anni. Inoltre, a Porcari il piano di razionalizzazione di Intesa San Paolo ha fatto sparire un altro punto: quello che era della Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia in via Roma.

«Digitalizzazione, smaterializzazione delle attività e una nuova divisione del lavoro sono processi difficilmente arrestabili - attacca Daniele Quiriconi, segretario della Fisac Cgil regionale - tuttavia vanno governati: vanno difesi i presidi nelle aree interne, garantiti i flussi di credito e tutelati i lavoratori. I processi vanno governati con equilibrio da parte di imprese finanziarie che hanno ricominciato a macinare miliardi di utili e distribuire dividendi importanti e il decisore politico non può ritrarsi in una funzione meramente notarile».

D’altronde l’andamento degli ultimi cinque anni nella Piana delinea un quadro chiarissimo. Sono ventinove i presìdi persi tra il 2015 e il 2020. Un cambiamento profondo che si è abbattuto sul territorio e che ha colpito quasi indiscriminatamente tutti i comuni.

Lucca e Capannori sono stati in assoluto quelli che hanno perso di più. Nel capoluogo sono stati chiusi diciotto sportelli negli ultimi cinque anni, mentre nel secondo comune altri sette. A Montecarlo tre in tutto: due fino allo scorso anno e un altro quest’anno. Ad Altopascio due, mentre a Porcari (che al 31 dicembre 2020 aveva mantenuto i sei presidi esistenti) ha chiuso uno sportello quest’anno. Infine a Villa Basilica, dove dal 2015 i servizi erano affidati ad un solo sportello, quest’anno ha chiuso anche quello. © RIPRODUZIONE RISERVATA