Contenuto riservato agli abbonati

Omicidio Raluca: per l’imputato chiesta la perizia psichiatrica

A sinistra Gabriel Falloni, l’imputato. A destra Elena Raluca Serban, la vittima

Gabriel Falloni accusato dell’assassinio sarà ascoltato nell’udienza fissata per il 20 dicembre

LUCCA. È stata chiesta la perizia psichiatrica per Gabriel Falloni, il 36enne di origine sarda imputato per l’omicidio di Elena Raluca Serban, la ragazza di 32 anni di origine romene, che fino al 2015 era domiciliata a Lucca, nel quartiere San Vito. A Lucca, a Sant’Angelo in Campo, vivono ancora la mamma e la sorella di Raluca, che si sono costituite parte civile nel processo in Corte di Assise che si è aperto mercoledì ad Aosta.

In Valle d’Aosta infatti la ragazza si era trasferita da poche settimane quando, era il 17 aprile di quest’anno, il suo corpo venne trovato senza vita nell’appartamento di viale dei Partigiani in cui viveva. Il corpo di Raluca portava i segni di un tentativo di strangolamento e una profonda ferita alla gola provocata da un coltello.


Basandosi sui tabulati telefonici, e sulle immagini registrate dalle telecamere presenti in zona, i sospetti degli inquirenti si concentrarono da subito sulla figura di Gabriel Falloni. Secondo la ricostruzione l’uomo, un operaio edile con diversi precedenti a suo carico, aveva fissato un appuntamento con la ragazza e, una volta arrivato nel suo appartamento, sarebbe nata la colluttazione che si concluse con la morte della ragazza. A meno di 72 ore dalla morte della ragazza l’uomo venne fermato dalla polizia, mentre si trovava sul treno che da Torino andava ad Aosta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Gabriel Falloni, dopo l’omicidio, si sarebbe diretto a Genova, forse con l’intenzione di prendere un traghetto alla volta della Sardegna, salvo poi cambiare idea e decidere di tornare in Val d’Aosta.

Inizialmente l’imputato si era chiuso nel silenzio, fino a quando, tre settimane dopo l’arresto, Gabriel Falloni chiese di essere ascoltato dal procuratore del tribunale di Aosta. Fu in quell’occasione che l’uomo confessò di essere stato lui a uccidere Elena, in un raptus scattato in seguito a uno sfotto della ragazza.

Lo scorso ottobre, sulla base della confessione e degli altri elementi di prova il Gip del tribunale di Aosta Giuseppe Colazingari dispose il decreto di giudizio immediato. Processo che si è appunto aperto mercoledì in Valle d’Aosta. Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati diversi testimoni per ricostruire quanto sarebbe accaduto quel 17 aprile. Presente in aula anche lo stesso Falloni, assistito dal suo avvocato Marco Palmieri. L’imputato, però, dopo aver anche accusato un malore, ha deciso di abbandonare il processo, ed è stato riaccompagnato in cella.

Nell’occasione è stato richiesto di sottoporre l’imputato a una perizia psichiatrica, per capire se al momento del delitto fosse capace di intendere e volere.

La decisione sarà presa in occasione della prossima udienza del processo, già fissata per il 20 dicembre. Udienza nel corso della quale sarà ascoltato anche l’imputato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA