L'addio della pasticceria all'intero quartiere: «Ce ne andiamo a testa alta, anche se fa male»

Lucca, il locale ha chiuso i battenti per sempre anche per i disagi legati al cantiere sul canale Benassai

LUCCA. Da oggi, c’è una luce in più spenta in città. Ieri, la pasticceria “La Soave” di San Concordio ha chiuso i battenti per sempre. E per salutare i clienti, la titolare Antonella Lazzari con la figlia Daria Matteoli ha organizzato un aperitivo. «È il nostro modo per ringraziarli: loro sono stati il motore di questi ultimi anni – raccontano – e non volevamo abbassare il bandone. Non volevamo sparire nel nulla, dopo tutti questi anni». La gestione delle due donne va avanti dal maggio del 2014, ma la storia della pasticceria di viale San Concordio comincia molto prima, nel 1952. «Quando abbiamo aperto la nostra attività, stamani (ieri per chi legge, ndr ) – dicono Lazzari e Matteoli – avevamo un grande peso sul cuore.

È difficile pensare che quella è stata l’ultima volta. E che stasera (ieri , ndr ), quando invece abbasseremo la serranda, sarà per sempre». Le titolari della pasticceria di San Concordio non avrebbero mai voluto arrivare a tanto: chiudere e mandare a casa tre persone. Ma alla fine non c’è stato più nulla da fare. Prima c’è stata la pandemia, poi – a maggio – ci ha messo lo zampino pure il cantiere, avviato quando la pista ciclabile sopra il canale Benassai è sprofondata all’improvviso. Da lì a poco sono cominciati i lavori che ben presto si sono interrotti. Tra verifiche sulla stabilità, prove di carico e lungaggini burocratiche tra diversi enti (Comune, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e pure la Commissione regionale per il patrimonio culturale) alla fine gli interventi per coprire il canale Benassai sono ripresi, ma ancora non si sono conclusi. E i disagi hanno spinto i clienti ad allontanarsi.

«Molti sono ritornati da quando ha cominciato a circolare la notizia della chiusura della nostra attività – conclude la figlia della titolare – ma allora era tardi, la sentenza era già scritta. Siamo dispiaciute perché abbiamo messo il cuore in quella pasticceria. Conserveremo il ricordo di questi anni difficili, ma bellissimi. Porteremo con noi le attenzioni che abbiamo ricevuto e tutto questo ci mancherà moltissimo. Ce ne andiamo a testa alta, anche se fa male». Quando anche l’ultimo cliente se ne va, Antonella Lazzari e Daria Matteoli se ne vanno. Un ultimo sguardo all’attività che hanno guidato per sette anni e mezzo, prima di andare, mentre la luce de “La Soave” si spegne. Per sempre.

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