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Tavoli abusivi sul suolo pubblico: sanzionati dieci locali nel centro di Lucca

Polizia municipale impegnata nei controlli

Firmate le ordinanze che prevedono la sospensione dell’attività per cinque giorni. La tassa non è dovuta nel 2021, ma i titolari non hanno chiesto l’autorizzazione

LUCCA. Occupazione non autorizzata di suolo: pubblico, sanzionate dieci attività del centro storico. Dovranno rimanere chiuse per cinque giorni e pagare una multa.

Sono state firmate ieri pomeriggio dal sindaco Alessandro Tambellini le ordinanze che impongono il ripristino dello stato dei luoghi e cinque giorni consecutivi di chiusura per dieci locali del centro storico che avevano occupato senza autorizzazione il suolo pubblico con sedie e tavoli, contravvenendo così al Codice della strada. Non si tratta quindi di “sforamenti” di aree già autorizzate ma di occupazioni totalmente non autorizzate. È bene specificarlo perché nel 2020 e di nuovo nel luglio del 2021, con le misure del provvedimento “Lucca Riparte”, le attività sono state esentate fino al 31 dicembre dal pagamento della Cosap, la tassa per il suolo pubblico. Un aiuto non da poco per gli esercenti a fronte di un ammanco considerevole per casse del Comune, che col mancato pagamento della Cosap perde quasi un milione di euro (957.000 a voler essere precisi).


Ma se l’esborso è stato azzerato, altrettanto non si può dire per la procedura necessaria a ottenere le concessioni. I titolari delle attività che occupano il suolo pubblico, avrebbero dovuto presentare ugualmente la domanda al Suap e attendere il via libera. Alcuni non lo hanno mai fatto, per altri invece l’ultima pratica risale al periodo precedente la pandemia. E proprio per l’assenza della “prescritta autorizzazione” che rende l’occupazione del suolo pubblico totalmente abusiva, vengono ora sanzionati. I locali interessati sono i seguenti: “Cacio e pepe” in piazza dell’Anfiteatro; “Antica pasticceria i borghi”, in via Michele Rosi; “Rosticceria Nonna Tati” in via Santa Zita; “Osteria San Francesco”, nell’omonima piazza; “La Brusketta” in piazza Anfiteatro; “Marrakesch”, sempre in piazza Anfiteatro; “Bar Astra” in piazza del Giglio; “Il Tabarro” in piazza del Giglio; “San Luca Palace Hotel” di via San Paolino; si trovano in via Michele Rosi, piazza San Francesco, corte San Lorenzo, via Santa Zita, via San Paolino, piazza Anfiteatro, piazza del Giglio, vicolo della Dogana; “Stella Polare” ma di quest’ultima attività manca l’allegato dell’ordinanza sull’albo pretorio del Comune.

L’amministrazione, dunque, dopo aver teso la mano agli esercenti messi a dura prova dal periodo della pandemia, ora punisce chi ha fatto il furbo. Ma in realtà la punizione fa meno male di quanto sembra. I verbali della polizia municipale riguardanti le infrazioni sono stati rilevati nei mesi di giugno, luglio e ottobre scorsi e sono stati notificati ai gestori a pochi giorni dai sopralluoghi. La sanzione è alta, ma non altissima: 173 euro, che diventano 121 euro se pagata entro cinque giorni. Alcuni locali ne hanno presa più di una, perché dopo un primo controllo hanno mantenuto tavoli, sedie e ombrelloni.

In realtà la cosa che brucia di più è la sospensione dell’attività per cinque giorni, ma quest’ultima decorre dal giorno successivo alla notifica delle ordinanze firmate ieri. E di certo chiudere per cinque giorni a fine novembre, non fa male come chiudere in piena estate, qualora le ordinanze fossero arrivate subito dopo l’accertamento delle irregolarità e la notifica della sanzione. In questo differimento dei tempi, ognuno può leggere ciò che vuole, ma di certo è una dato da sottolineare e magari anche da spiegare.

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