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Palazzo Tommasi è tornato a nuova vita 

Lucca, completato il restauro dell’edificio: gli appartamenti sono stati tutti venduti

LUCCA. Restauro completato e appartamenti tutti venduti. Palazzo Tommasi Sirti (per un periodo anche Palazzo Mansi) in piazza Santa Maria Forisportam (Santa Maria Bianca) inizia una nuova epoca e torna alla vocazione originaria, ovvero quella abitativa. In tutto, dopo un restauro di circa tre anni, vi sono stati ricavati poco meno di venti appartamenti, tutti con finiture di lusso ma di diverse metrature, per andare incontro alle esigenze dei vari proprietari. Tra gli acquirenti degli alloggi, molte famiglie lucchesi, alcune delle quali già residenti in centro storico, ma anche un buon numero di stranieri rimasti incantati dalla bellezza della città. È da poco completato il massiccio intervento di recupero dell’edificio di fattura seicentesca, che nel passato più recente, fino agli Settanta, era stato sede provinciale dell’Inail e poi aveva ospitato sedi di alcuni sindacati. Da allora non era più stato occupato e il degrado era stato progressivo. Risale al 2018 l’ultimo passaggio di proprietà prima della ristrutturazione: il complesso venne acquistato dalla precedente proprietà (Cdp Investimenti Sgr, una controllata della Cassa Depositi e Prestiti) dalla società Edilamos, costituita da tre imprenditori: il varesino Eugenio Amos, l’immobiliarista pistoiese Nicola Giaconi e l’imprenditore Alessandro Fulceri, originario di Pisa. A fare da intermediario per la compravendita, all’epoca, fu Marco Lucchesi, responsabile dell’agenzia immobiliare Idea di Lucca.

La storia


Si tratta di un edificio con una lunga storia, collocato oltretutto in uno dei punti strategici del centro storico lucchese. La sua edificazione risale al Seicento, su commissione del monastero di San Ponziano; nel 1695 fu acquistato dalla famiglia Sirti. Uno tra gli inquilini più illustri, alla fine del millesettecento, fu Ascanio Mansi, figlio di Giovan Battista Mansi, discendente di una delle famiglie nobili più antiche di Lucca, che all’epoca del principato e del ducato di Lucca fu primo ministro e segretario di stato: era stata infatti la famiglia Mansi ad acquistare il palazzo dai Sirti e a operarvi una prima ristrutturazione. Tra le altre, come riportato nel volume “I patrizi di Lucca” di Gerardo Mansi, Ascanio Mansi occupò, nel periodo napoleonico, un posto importante nella diplomazia europea, anche durante il congresso di Vienna. «Il palazzo in cui abitò – viene sottolineato – fu arricchito da una importante quadreria con preziosi dipinti, fra cui tele di Giovanni Bellini, Pierin del Vaga, Fra’ Bartolomeo, Domenico Ghirlandaio, Gerardo delle Notti». Alla sua morte (1840) il palazzo passò al figlio Giovan Battista. Nel Novecento l’immobile fu acquistato dalla famiglia Tommasi.

Il recupero

Porta tre firme il progetto di recupero di Palazzo Tommasi Sirti: quelle dell’architetto Fabrizio Macchi, del geometra Massimo Melani, l’architetto Andrea Gualtierotti, che hanno ridato vita a un immobile che nel 2017 era stato addirittura transennato tanto era sprofondato nel degrado: in tutto oltre 4.500 metri quadrati di superficie interna, ricco di affreschi, scalinata monumentale e un giardino interno all’italiana.

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