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Carabiniere a giudizio per truffa, falso e furto

Per l’ex comandante di Camporgiano udienza fissata il 2 febbraio di fronte al collegio. Un altro militare accusato di peculato

CASTELNUOVO. Tutto secondo copione. I due appartenenti all’Arma dei carabinieri che prestavano servizio in Alta Garfagnana finiti nella bufera giudiziaria per una serie di gravissimi reati sono stati rinviati a giudizio e il processo si terrà il prossimo 2 febbraio dinnanzi al collegio presieduto dall’ex presidente della sezione penale Gerardo Boragine. Si tratta di Gennaro Arpaia, 54 anni, difeso dall’avvocato Tiziana Bertani, già comandante della stazione dei carabinieri di Camporgiano e del nucleo operativo della Compagnia di Castelnuovo e finito sotto inchiesta nella vicenda che riguarda il «Sistema Vagli» e che è attualmente sospeso dal servizio dopo lo stop avuto pochi giorni dopo il trasferimento del militare dalla Garfagnana a Massa e del maresciallo maggiore Vittorio Damiani, 49 anni, residente a Vagli.

Il gup Alessandro Trinci ha rinviato a giudizio il sottufficiale dell’Arma per molteplici e gravissime accuse specie in relazione al suo ruolo di pubblico ufficiale. I reati contestati sono truffa, falso, furto e concussione. Per il sostituto procuratore Enrico Corucci il maresciallo Arpaia in varie date e circostanze (9-10-15 settembre 2018, 6 febbraio 2019 e in altre occasioni) avrebbe attestato falsamente sul memoriale di servizio giornaliero dell’Arma una serie di controlli e servizi straordinari in auto civile inerenti a posti di controllo e ad attività di ascolto telefonico e trascrizione di intercettazioni su utenze. In quel modo avrebbe commesso due reati: il falso in atto pubblico e la truffa ai danni dello Stato avendo indotto in errore il personale amministrativo con l’aggravante di aver commesso i reati in veste di comandante il nucleo operativo e radiomobile di Castelnuovo. Sempre Arpaia è accusato anche di furto per essersi impossessato, sempre per la procura della Repubblica, di somme di denaro (in tutto 90 euro tra il 5 e il 15 aprile 2019) sottraendole all’interno del centro medico Ippocrate, in cui si sarebbe introdotto abusivamente in orario di chiusura in quanto sarebbe entrato in possesso delle chiavi. Infine, sempre per l’accusa, è accusato di concussione per aver cercato, presentandosi ai gestori del centro medico come comandante del radiomobile dei carabinieri di Castelnuovo, a di costringere gli stessi a regolarizzare l’assunzione di una persona a lui molto vicina quale addetta alla pulizie. Accuse molto pesanti che adesso dovranno essere dimostrate di fronte al collegio giudicante.


Per il maresciallo maggiore Vittorio Damiani invece l’accusa è di peculato.

Stando al sostituto procuratore Enrico Corucci, il 19 aprile 2018 si sarebbe appropriato, omettendone l’immediato versamento alla sezione amministrativa del comando provinciale carabinieri in Cortile degli Svizzeri, di 3500 euro ricevuta in pagamento a titolo di oblazione in seguito ad una contravvenzione al codice della strada commessa da uno svizzero alla guida di una Bmw.

Anche per lui, militare residente nel comune di Vagli, la palla passa al collegio giudicante.

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