La casa di Fosco Maraini diventa un polo turistico e culturale in Garfagnana

La presentazione in Regione

Il progetto del Comune di Molazzana realizzato con il sostegno dell’Unione dei Comuni e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

MOLAZZANA. Non era originario della Garfagnana, ma l’amava come se fosse stata casa sua, tanto da scegliere di risiedere eternamente nel cimitero dell’Alpe di Sant’Antonio, nel comune di Molazzana.

Fosco Maraini (1912-2004), alpinista, etnologo, fotografo, poeta, scrittore e viaggiatore, era innamorato soprattutto delle montagne che fanno da corona al territorio, a tal punto da comprare nel 1975 una vecchia dimora, la Pasquìgliora, per farne rifugio dai tumulti del mondo esterno. «Alla luce di questo, consapevoli di vivere e amministrare un territorio ricco di eccellenze culturali e naturali, la Garfagnana ha deciso di investire nella 34esima casa di Fosco Maraini di recente entrata in possesso del Comune di Molazzana con il sostegno dell’Unione Comuni e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – spiega il sindaco Andrea Talani – . A questo si unisce la realizzazione di un “Parco culturale le Apuane di Fosco Maraini”, progetto del Club alpino italiano-Gruppo regionale Toscana risultato tra i vincitori del bando Gal Montagnappennino “Riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale”, dove si hanno sei percorsi didattici volti a raccontare la figura di Maraini tramite la sua vita, le opere ed il legame con le Alpi Apuane e la Garfagnana in uno dei punti focali del turismo del territorio, valorizzando il suo lascito culturale che ci auguriamo di veder trasferito nella memoria collettiva della popolazione della valle».

Ed è proprio in onore della Pasquìgliora che è stato presentato il progetto del Comune di Molazzana per la sua valorizzazione. Sostenuto dall’Unione Comuni Garfagnana e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il progetto è stato illustrato in Regione alla presenza del presidente Eugenio Giani. «Maraini ha dedicato la propria vita alla conoscenza di culture – dice Giani – e anche al grande amore per la montagna, l’alpinismo, che rese consueto grazie proprio alla sua 34esima casa, nel comune di Molazzana, dove ha anche scelto di essere sepolto. In questo scenario mozzafiato ha condiviso con sua moglie Mieko, la donna di una vita, i momenti belli come quelli più difficili e oggi, grazie all’impegno del Comune, dei Comuni dell’Unione della Garfagnana e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, questa casa diventa il suo tempio. La Pasquìgliora, che il grande Fosco Maraini scelse per tornare all’essenza della vita e della natura, deve entrare di diritto nella memoria collettiva di questa comunità e della comunità toscana. Perciò presento con particolare piacere questo progetto che fa diventare il luogo così tanto amato da Maraini, un testimone delle sue parole e dei suoi messaggi. Grazie all’illuminata riqualificazione della Pasquìgliora, chi si recherà tra quelle rupi e tra quei muri, potrà captare tutta l’energia che ancora da lì sprigiona, con i pensieri e le parole di un autore che ha fatto sì che un suo luogo dell’anima diventi luogo-patrimonio comune».

«Il forte legame con la Garfagnana non è sfuggito all’Unione dei Comuni – conclude il presidente Andrea Tagliasacchi – . Attraverso l’attività svolta nel tempo abbiamo gettato le basi e anticipato l’attenzione che verrà presto data alla valorizzazione della figura di Fosco Maraini in Garfagnana. Con la stampa del volume intitolato “La 34esima casa di Fosco Maraini”, l’Unione ha raccolto le testimonianze e il racconto di un garfagnino che ha avuto l’opportunità di conoscere e frequentare il grande etnologo, preservandone il ricordo e il profondo amore che Maraini provava per la Garfagnana».


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