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Lucca, la ripresa c’è stata ma ora i negozianti temono il rischio di nuove chiusure

Sara Bianchi, Giovanni Paladini, Lelio Lucchesi e Marta Rugani

Preoccupa il cambiamento delle regole sul Green pass: «I nostri clienti vorrebbero sedersi ai tavoli in santa pace»

LUCCA. Con il rischio della quarta ondata del Covid, i commercianti hanno paura. Più che altro di tornare a una situazione analoga a quella delle festività natalizie dell’anno scorso. È un commercio che esce con le ossa rotte dopo due anni di pandemia. Ma che, nonostante questo, sorride al futuro. Ancora non si respira l’atmosfera natalizia anche se, a Borgo Giannotti, le luminarie natalizie già sono state installate. «Sono più rade rispetto agli anni passati, ma l’importante è che ci siano. Quest’anno, poi, ci ha pensato il Comune», dicono titolari e gestori delle attività del quartiere. «All’inizio è stato davvero molto complicato perché qui lavoriamo più che altro grazie agli uffici - spiega Samuele Ciabatti del bar "Il Barometro" -. La fine dello smart working e il ritorno dei lavoratori in presenza ha portato a un aumento della clientela compreso tra il 25 e il 30 per cento. Ma su di noi continua a pendere la spada di Damocle dei contagi in crescita e l’incognita di eventuali nuove chiusure che darebbero il colpo di grazia a diverse attività». E, al tempo stesso, c’è quel fenomeno che Massimiliano Piredda, titolare della caffetteria "Antico Borgo" di piazza della Croce, definisce «schizofrenia delle disposizioni».

«È molto difficile tenere il passo - spiega -. Il lavoro adesso c’è ma al tempo stesso dobbiamo fare attenzione alle norme che cambiano in continuazione. Mi riferisco alla riduzione della durata del Green pass che quasi sicuramente passerà da 12 mesi a nove. Diventa sempre più difficile far comprendere questi aspetti ai clienti che, dopo due anni, vorrebbero tornare a sedersi a un tavolino in santa pace con noi titolari costretti a fare da controllori come meglio possiamo». «Il virus ha cambiato molte cose - aggiunge Lelio Lucchesi dal vicino negozio che realizza impagliature per sedie - . Io sono qui, a Borgo Giannotti, da 58 anni. Le persone sono condizionate, quasi frenate dal virus. E l’economia generale ne risente, purtroppo. Prima questo quartiere era un’altra cosa». Anche Sandra Bianchi, titolare della pasticceria "Sandra e l’Angolo dolce" e presidente del sindacato Fipe baristi Confcommercio Lucca, racconta che durante l’estate una ripresa in effetti c’era stata. «Novembre per ora è un mese tranquillo - sottolinea - e ora puntiamo su un buon dicembre. Ma la discriminante, in questo senso, sarà rappresentata dalla crescita dei contagi. È fondamentale non abbassare la guardia».

Marta Rugani, titolare delle "Mercerie del Borgo", spiega che tutto dipenderà dall’evoluzione della pandemia. «La gente esce un po’ meno e nell’aria si respira ancora la preoccupazione - precisa -. La speranza di tutti noi è che non si torni alla chiusura totale perché, a quel punto, non so quante attività resisterebbero all’ennesimo colpo».

Ma c’è anche chi è ottimista, al di là di tutto. È il caso di Marianna Ferraro che, con il figlio Francesco, manda avanti "Mary take away", inaugurato nel 2018. «La nostra fortuna è stata che siamo nati per offrire ai nostri clienti cibo da asporto - spiega - e questo ci ha consentito di adattarci alle difficoltà della pandemia. Non si lavora a regime rispetto al 2019, ma possiamo dire che è cambiato il tipo di clientela e il nostro impegno è stato ripagato. Nessuno scossone, invece, nel settore del calzaturiero e in quello dei tabacchi, come spiegano Natasha Pacini, del negozio "A piedi nudi" e Giovanni Paladini, titolare dell’edicola di Borgo Giannotti. «Stiamo lavorando, al momento - concludono - ma è fondamentale che la crescita dei contagi resti sotto controllo. Ci auguriamo che almeno quello di quest’anno sia un buon Natale. Per tutti».

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