Capannori, una cerimonia per ricordare le vite spezzate sulla strada

Un momento della cerimonia per ricordare le vittime della strada

A Massa Macinaia la benedizione di don Nando Ottaviani per le vittime di incidenti

CAPANNORI. Vite spezzate troppo presto così come il loro futuro, i loro sogni. Sono vittime della strada proprio come le loro famiglie. Perché da quel momento anche la loro vita è cambiata.

A Massa Macinaia, una stele dal 2015 ricorda Marianna (Mary) Barsotti: morì a sedici anni il 12 novembre 1995, di notte sulla via di Tiglio, tornava dalla discoteca, viaggiava in scooter. Anche Francesco Tontini, 18 anni, era in sella alla sua moto quando fu travolto da un’auto, a Fornaci di Barga: era il 17 ottobre 2019. E pure la vita di Giovanni Fazio, da poco maggiorenne, si interruppe nell’auto carambolata e andata a fuoco in via di Tiglio: era il 22 dicembre 2015. Dario Martinelli di anni, invece, ne aveva 25, il suo amico Matteo Bianchi
22, tutti e due di Lappato: viaggiavano sulla stessa auto, morirono entrambi in un incidente, il 28 aprile 2011, a Gragnano.

Damiana Barsotti è la sorella maggiore di Mary ed è anche la responsabile provinciale dell’associazione italiana Vittime della strada. Ieri, nella giornata mondiale per ricordarle, i familiari si sono riuniti intorno a quella stele. Che ricorda Mary e, al tempo stesso, tutti i giovani morti troppo presto. «Il Signore smuova le coscienze delle autorità perché ci siano leggi severe per evitare che tutte queste vittime non siano servite a niente», dice
don Nando Ottaviani, prima della benedizione.

«Mia sorella è scomparsa 26 anni fa – dice Damiana, accompagnata dalla madre Filomena De Matteo – e ogni volta che si avvicina il 12 novembre rivivo tutto quanto. Penso a Mary e a tutte quelle giovani vite spezzate troppo presto. È un dolore che non passerà mai. Ma quel dolore deve trasformarsi in un impegno verso il prossimo. Qui ci sono madri, padri, fratelli, sorelle, amici. Voglio fare un appello a chi si distrae facilmente quando è al volante: ricordate che un messaggio si può mandare anche più tardi. Ma la vita no, per quella non può esserci una seconda possibilità».

L’assessora Lucia Micheli ricorda i numeri delle vittime della strada. «Se ne registrano dieci al giorno – sottolinea – e i motivi per cui accadono sono principalmente tre: velocità, mancato rispetto della precedenza e distrazione. È una contraddizione in termini se pensiamo che le strade sono nate per collegare, per unire. Spesso, invece, le strade spezzano vite. Ecco, tutti dobbiamo lavorare perché questo sia evitato. Sta a noi cambiare. Alle istituzioni, certo. Ma ogni cittadino può fare la differenza con piccoli gesti di attenzione quotidiana. Così si possono salvare vite umane».


Marina Marcalli, madre di Francesco Tontini, abbraccia Damiana, prima di andare. Testimoni di un dolore senza fine, ma anche esempio di forza per trasformare la sofferenza nel coraggio di provare a cambiare il futuro attraverso la sensibilizzazione.


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