Aule e container senza luce né riscaldamento, nuova protesta dei ragazzi a Lucca

La manifestazione di venerdì davanti alla Provincia

A due giorni dalla manifestazione dedicata ai problemi delle scuole lucchesi ancora disagi per gli studenti del Paladini Civitali

LUCCA. Ancora disagi e proteste per gli studenti del Paladini Civitali.

Due giorni sono passati dalla manifestazione organizzata dall’Unione degli studenti, una manifestazione in cui sono emerse tutte le difficoltà con cui, ogni giorno, devono confrontarsi i ragazzi che frequentano le scuole superiori lucchesi. Dall’assenza di palestre che riguarda un po’ tutti gli istituti superiori alle incertezze sul futuro che attende gli studenti del Vallisneri, che in gran parte, con i prossimi lavori sul complesso scolastico, saranno costretti a trasferirsi nei cosiddetti container. Ma, soprattutto, a protestare erano i ragazzi che già fanno  lezione in strutture temporanee (anche se questo termine, temporanee, si trascina da tre anni), ossia gli studenti del Paladini Civitali, divisi tra container e aule ricavate nel complesso dell’ex ospedale, con tutti i disagi che questo può comportare. A partire dalle infiltrazioni di acqua.

Ma anche i   frequenti blackout sono stati al centro della manifestazione («In certi momenti i professori  sono stati costretti a illuminare la lavagna con la luce del cellulare», era stato ricordato nel comizio che chiudeva il corteo).   Due giorni sono passati e, questa mattina, al ritorno in classe, ancora una volta premendo gli interruttori nessuna luce si accendeva. Ennesimo blackout, questa volta provocato, stando i primi accertamenti, da cause esterne (la luce sarebbe stata staccata dalla stessa Enel per alcuni interventi). Inizialmente gli alunni dei container non sono stati fatti entrare, mentre sono state regolarmente aperte le aule ospitate nella palazzina di Campo di Marte (dove però si registravano gli stessi problemi)


Questa situazione, con le  aule al buio e al freddo (l’interruzione di energia aveva infatti bloccato anche l’impianto di riscaldamento), ha sollevato la protesta dei ragazzi, i quali hanno organizzato un primo presidio davanti alla scuola. Successivamente, risolto il problema elettricità, gli studenti sono tornati a lezione, ma la mobilitazione per organizzare nuove proteste,  in modo da  richiamare l’attenzione sui problemi che sono costretti ad affrontare, non pare destinata a fermarsi.