“Caveman” dopo Venezia proiettato per l’apertura del Festival dei Popoli

Sabato 20 novembre a Firenze il regista Tommaso Landucci  al cinema La Compagnia  presenterà la pellicola dedicata allo scultore Filippo Dobrilla

LUCCA. Dopo il buon risultato ottenuto alla mostra del cinema di Venezia con la selezione alle Giornate Degli Autori, il film documentario “Caveman” del giovane regista lucchese Tommaso Landucci, torna nelle sale all’interno di un bellissimo e storico festival. La pellicola sarà proiettata durate l'apertura del Festival dei Popoli a Firenze, un festival molto importante: il più importante per i documentari d'Italia e il più antico d'Europa. Il direttore è Alessandro Stellino che quest'anno ha allestito una programmazione molto importante portando, tra l’altro, anche un nuovo film sulle grotte di cui si sta parlando: «Il buco» di Michelangelo Frammartino, anche lui a Venezia nella sezione principale del concorso, dove ha peraltro vinto il premio speciale della Giuria.

La proiezione si terrà sabato 20 novembre alle 18 al cinema fiorentino «La Compagnia».


Inoltre, per approfondire la figura del protagonista del Filippo Dobrilla, sarà tenuta una conferenza dalla storica dell'arte e della fotografia Anna Maria Amonaci intitolata: «La scultura di Filippo Dobrilla e la tradizione dell'arte nell'espressione visiva odierna».

La conferenza si terrà al cinema La Compagnia alle ore 11 di sabato 20 novembre.

Per Tommaso Landucci, 32 anni, lucchese doc, figlio di due insegnanti di materie scientifiche (Primo Landucci e Nicoletta Casentini) è la consacrazione di un sogno inseguito sin da adolescente. Voleva fare il regista cinematografico e il suo primo docufilm per il cinema dal titolo – prodotto da Marco Visalberghi per DocLab (Leone d’oro per “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi) e da Ivan Madeo per Contrast Film – ha ottenuto inattesi consensi alle Giornate degli autori durante la settantottesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

É stato un 2021 ricco di soddisfazioni per il giovane regista lucchese che, assieme al romanziere tedesco Damiano Femfert, è stato finalista del premio Solinas 2021, una sorta di premio Strega per la letteratura, che viene attribuito alla miglior sceneggiatura cinematografica.

“Caveman” nasce nel 2018 e si basa sulla vera storia dello scultore-speleologo fiorentino Filippo Dobrilla che ha scolpito un’opera sul fondo di una grotta, l’abisso Saragato sulle Alpi Apuane nel comune di Minucciano, a settecento metri di profondità. Un uomo nudo sdraiato dell’altezza di quattro metri e mezzo interamente ricavato da un blocco di marmo di Carrara. In molti erano convinti che si trattasse di una leggenda, che non fosse possibile realizzare una statua simile a quella profondità. Ma Landucci ha voluto toccare con mano. Così, munito di corde, è sceso giù assieme a Dobrilla e ha documentato la meravigliosa opera unica nel mondo. Dieci ore per scendere e diciotto per risalire in superficie. Dobrilla, durante le riprese durate due anni, si è ammalato di cancro e in sette mesi è scomparso. Questo film documentario vuol essere quindi un tributo alla memoria di un grande artista libero e appassionato. Il film, distribuito da Deckert, è stato finanziato attraverso il Mibac, la Toscana film commission, il Lazio Cinema International con il supporto di Filmcoopi, Rsi e di fondi svizzeri.

Luca Tronchetti

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