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Muore storico volontario della Misericordia

Rufino D'Onofrio

Era un maresciallo in pensione dell’Aeronautica militare: era stato in forza alla 46esima Brigata

BORGO A MOZZANO.Rufino D’Onofrio, 89 anni, c’era sempre. Per tutti.

Lui, maresciallo in pensione dell’Aeronautica militare - in forza alla 46esima Brigata aerea di Pisa - è morto circondato dall’affetto dei suoi cari. E ora che se n’è andato lascia un vuoto profondo nella comunità di Borgo a Mozzano. E anche della Misericordia, nella sede della cui associazione ha trascorso gran parte delle sue giornate, perlomeno fino a quando l’età gliel’ha consentito. Ma pure quando gli acciacchi si sono fatti più insistenti, Rufino, ormai vedovo, ha scelto di restare vicino a quell’associazione di volontariato con cui tanto aveva condiviso, scegliendo di vivere come ospite nella residenza sanitaria assistenziale "San Francesco", gestita proprio dalla Misericordia.

Rufino, originario della provincia di Benevento, era venuto in Toscana per proseguire la sua carriera militare, dopo essere stato assegnato alla 46esima Brigata aerea. E sempre qui, in Toscana, aveva conosciuto la moglie, Gemma Motroni, di Borgo a Mozzano. Era nato da lì il suo legame indissolubile con la Media Valle: Rufino si divideva tra l’aeroporto militare di San Giusto, a Pisa, e Borgo a Mozzano. Dove vivevano la moglie Gemma e i loro due figli: Antonio e Alfredo, anche lui militare dell’Aeronautica. «Rufino, per tutti noi Nino - ricorda Gabriele Brunini, governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano - aveva iniziato a frequentare la Misericordia una volta in pensione, divenendone volontario attivo nell’agosto del 1992 e, in seguito, anche consigliere dal 1996 al 2000. Inoltre, per tanti anni è stato il responsabile del parco macchine dell’associazione. Un uomo generoso, sempre disponibile nei confronti di tutti. Una persona "verace", come gli dicevo sempre io, che si è dedicata con grande impegno al volontariato. Rufino resterà per sempre nei nostri ricordi per la sua serietà. Un uomo d’altri tempi, orgoglioso del fatto di essere un maresciallo dell’Aeronautica militare. Anche se in pensione, non aveva mai dimenticato i valori: etica, competenza e passione. E ogni anno a Lucca, il 10 dicembre, Rufino partecipava ogni anno alle celebrazioni della Madonna di Loreto per la sua proclamazione a patrona degli aeronauti. Ci mancheranno il suo entusiasmo e la sua generosità. La Misericordia ha perso una figura importante». © RIPRODUZIONE RISERVATA