Esplode la violenza nel carcere di Lucca

Il carcere di Lucca

Celle allagate, suppellettili dati alle fiamme, tentativi di aggressione nei confronti della polizia penitenziaria

LUCCA. Celle allagate, suppellettili dati alle fiamme, tentativi di aggressione nei confronti della polizia penitenziaria. Accade verso le 22,30 del 26 ottobre in un’escalation di violenza nel carcere di San Giorgio che ha costretto l’intervento di tutti gli agenti richiamati dal servizio per frenare la protesta di cinque-sei nordafricani detenuti nella terza sezione per reati in prevalenza legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e un altro recluso, di origini marocchine, con problemi di natura psichiatrica e che nella giornata di sabato si era arrampicato sulla rete dei passeggi per cercare di scappare. Fuori dal carcere anche cinque pattuglie dei carabinieri e una squadra di vigili del fuoco con i pompieri che hanno spento il fuoco in tempi rapidi impedendo alle fiamme di alimentarsi e hanno chiuso i rubinetti che stavano allagando quella parte dell’istituto di pena. Sono ormai settimane che la tensione è salita alle stelle – con alcuni operatori costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso -  e anche stamani la situazione è agitata e la polizia penitenziaria, con organico decisamente ridotto, cerca di far fronte alla situazione con i detenuti che lamentano l’inadeguatezza della struttura.