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Bancarotta, condannato l’imprenditore Butelli

Aula di tribunale (foto d'archivio)

Tre anni e mezzo di reclusione per il crac da oltre quattro milioni della holding Grettom al cui interno c’era la Spal calcio

LUCCA. Nuova condanna per l’imprenditore lucchese Cesare Butelli, 60 anni, residente a Cerasomma, ritenuto il re del recupero crediti ed ex presidente della Spal 1907, accusato di bancarotta fraudolenta per distrazione e di tre ipotesi di bancarotta semplice per operazioni immobiliari in relazione al crac della Gretom, la holding del suo gruppo. Il collegio del tribunale presieduto da Gerardo Boragine (a latere Michela Boi e Alberto Caruso) ha condannato l’imprenditore a tre anni e mezzo di reclusione (il pm Enrico Corucci ne aveva chiesti quattro e mezzo) per tutte le ipotesi contestate. In buona sostanza Butelli, difeso dagli avvocati Francesco Marenghi e Salvatore Grillo, avrebbe distratto quattro milioni e mezzo dalle casse della Gretom per destinarli alla Spal 1907, la gloriosa società polisportiva ars et labor che all’epoca militava nel campionato di calcio di serie C. Un’accusa che i legali dell’imprenditore rimandano al mittente. In sede di Corte d’Appello infatti ribadiranno l’impostazione già resa nota durante il dibattimento di fronte al tribunale introducendo in giudizio i verbali di un’assemblea della Spal Calcio 1907 in cui buona parte dell’importo distratto sarebbe invece stato utilizzato per l’aumento di capitale della società di calcio necessario in quella fase di vita del club. Quindi, per i legali dell’imprenditore, quei soldi non furono prelevati dalla cassaforte del gruppo per un finanziamento, ma per l’operazione legata all’aumento di capitale della squadra di calcio. Tra l’altro, stando ai legali dell’imprenditore, i sette processi tributari svoltisi a Lucca nei mesi scorsi hanno portato all’assoluzione di Butelli.

Si tratta della seconda condanna dell’imprenditore lucchese. Nel 2018 l’ex patron della Spal era già stato condannato per bancarotta fraudolenta alla pena di quattro anni – poi ridotti a tre anni e quattro mesi in Appello – per il crac della squadra di calcio che militava in serie C. L’accusa era di bancarotta fraudolenta e per distrazione legata all’affare del parco fotovoltaico di Cà Leona con cui Butelli avrebbe dovuto finanziare la sua Spal. Le accuse mosse contro di lui erano quelle di aver fatto confluire nelle sue società private Gretom srl e Etrapiris srl gli introiti destinati alle casse della Spal 1907. Il patron del club estense era stato ritenuto responsabile di una serie di distrazioni di danaro a vantaggio delle due società a responsabilità limitata tra cui 1,3 milioni per operazioni inesistenti. Nei confronti dell’ex re del recupero crediti i magistrati lucchesi si sono mossi dopo che le cinque società della «Galassia Butelli» sono fallite in 18 mesi (dal dicembre 2013 al maggio 2015) con un crac complessivo che la squadra di pg della Guardia di Finanza in servizio in procura aveva fissato in 21 milioni. Le società fallite erano: Arpo srl già Trasea, Etrapiris, Galdessa srl, Gretom e Finanza&Progetti. Tutte società che all’origine si occupavano del recupero crediti deteriorati inizialmente trasferiti dagli istituti di credito e successivamente acquistati per un valore assai inferiore dalle srl riconducibili a Butelli.


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