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Al pronto soccorso arrivano gli specializzandi: è la soluzione dell'Asl per far fronte alla carenza di medici

Michela Maielli, direttrice degli ospedali di Lucca e Valle del Serchio e l’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale San Luca

Lucca, da un minimo di due a un massimo di quattro in ogni presidio, sottolineano i sindacati. Cento professionisti in tutto il territorio dell’Asl Toscana nord ovest

LUCCA. Specializzandi in corsia per far fronte alle carenze di medici nei pronto soccorso. Questa la soluzione-tampone che, presto, arriverà da parte di Regione Toscana e Asl, in collaborazione con Estar, per far fronte alla mancanza di medici al pronto soccorso. Da un minimo di due a un massimo di quattro in ogni presidio, sottolineano i sindacati. Cento professionisti in tutto il territorio dell’Asl Toscana nord ovest - questo il numero quantificato dalla Uil Fpl dirigenza sanitaria di Lucca - tra i pronto soccorso e il servizio 118 a rischio collasso per la «grave mancanza di personale».

La dottoressa Michela Maielli, direttrice degli ospedali di Lucca e della Valle del Serchio e coordinatrice della rete ospedaliera dell’azienda sanitaria, spiega che sì, le carenze ci sono. E che i numeri sono anche abbastanza importanti. «Ma il problema non è solo locale - sottolinea - . Anzi, la situazione è la stessa in tutto il territorio nazionale».

Una denuncia fatta dagli stessi sindacati, a difesa dei colleghi ormai stremati: «Il carico di lavoro per i medici di pronto soccorso e 118 non è più sopportabile e per il personale con più di 62 anni si continua a disporre tutti notturni a fronte di un contratto di lavoro che ne chiederebbe la loro esenzione», precisa la Uil Fpl dirigenza sanitaria. E le soluzioni - secondo quanto spiegato dalla dottoressa Maielli - sono principalmente due: una riorganizzazione interna del personale a supporto dei reparti in cui la situazione è più critica e l’inserimento degli specializzandi. Anche nei pronto soccorso.

«Ci sarebbe bisogno di più specialisti - sottolinea - ma con le scuole di specializzazione a numero chiuso non è possibile riuscire a sanare del tutto il divario tra domanda e offerta. In ogni caso, stiamo lavorando per sopperire alle mancanze e al momento stiamo facendo le valutazioni con Estar e integrare gli specializzandi».

Una soluzione necessaria per andare incontro al personale medico, già stremato dalla pandemia. La Uil, nel lanciare l’allarme, sottolinea anche che per garantire l’attuale livello di attività istituzionale l’Usl Toscana nord ovest sarà costretta «a una drastica riduzione del servizio». Perché - sottolinea il sindacato - «lo stress lavoro correlato a cui sono sottoposti i medici del dipartimento di emergenza e urgenza sta spingendo i medici stessi ad abbandonare il lavoro e a indirizzarsi verso altre realtà in un esodo che ci lascerà del tutto scoperti e privi di validi professionisti già formati».

Di questa situazione, la dottoressa Maielli è informata. «Ringrazio tutto il personale per la sua etica professionale - conclude la direttrice degli ospedali di Lucca e della Valle del Serchio - e per il modo in cui porta avanti il lavoro, nonostante la carenza di personale». La speranza, ora, è che i rinforzi arrivino al più presto.

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