Pronto soccorso, mancano cento medici nell'Asl Toscana nord ovest

L'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale San Luca di Lucca

Rischio collasso anche all'ospedale San Luca. La Uil: «Numeri preoccupanti in Asl nord ovest, a rischio pure la continuità assistenziale»

LUCCA. II pronto soccorso e il servizio 118 rischiano di collassare da un momento all’altro. Anche all’ospedale San Luca di Lucca, come nel resto dei presidi ospedalieri del territorio dell’Asl Toscana nord ovest. Il motivo – spiegano i sindacati – è da ricercare nella carenza di personale: secondo le stime, sono cento i medici che mancano all’appello. In tutto il territorio dell’Asl nord ovest. E mentre la pandemia è tutt’altro che superata, la sanità comincia a perdere pezzi essenziali.«A breve, anche i precari assunti e sfruttati per far fronte alla pandemia lasceranno il servizio e altri dipendenti esperti andranno in pensione senza essere sostituiti – spiega la Uil Fpl dirigenza sanitaria di Lucca – . Anche se esiste una graduatoria regionale di medici dedicata ai pronto soccorso, pronta da luglio scorso, ma congelata dalla Regione per il blocco alle assunzioni. Si rischia di non veder garantito neppure il minimo servizio. Inutile nasconderlo: abbiamo retto il colpo solo grazie a quei precari che fino ad oggi hanno fatto fronte all’emergenza occupazionale in periodo di Covid nei pronto soccorso e nel 118 ma che a breve lasceranno il servizio per le scuole di specializzazione, per i corsi di medicina generale. Nel frattempo la Regione si è ritrovata con difficoltà di bilancio e nei prossimi mesi gli unici inserimenti che le aziende sanitarie potranno fare saranno solo dovute a situazioni di estrema gravità».

E i numeri dimostrano il problema in tutta la sua dimensione. «All’interno del dipartimento di emergenza ed urgenza – prosegue la Uil Fpl dirigenza sanitaria – solo nella nostra azienda Usl Toscana nord ovest si è arrivati a una carenza di oltre cento medici. Con il carico di lavoro per i medici di pronto soccorso e 118 non più sopportabile, mentre per il personale oltre i 62 anni si continua a disporre tutti notturni a fronte di un contratto di lavoro che ne chiederebbe la loro esenzione. E a nulla è servito il tavolo di confronto per calmare lo stato di agitazione: la Regione non ha dato novità o contromisure utili a far fronte all’emergenza». E per garantire l’attuale livello di attività istituzionale, l’Usl Toscana nord ovest sarà costretta a una «drastica riduzione del servizio».

«Lo stress lavoro correlato a cui sono sottoposti i medici del dipartimento di emergenza e urgenza sta spingendo i medici stessi ad abbandonare il lavoro e a indirizzarsi verso altre realtà in un esodo che ci lascerà del tutto scoperti e privi di validi professionisti già formati», sottolinea il sindacato. Per questo, la Uil Fpl dirigenza sanitaria lancia alcune proposte all’Asl e alla Regione per dare respiro ai pronto soccorso. «Uniformare tutti i pronti soccorso e 118 territoriali dal punto di vista organizzativo in modo da definire carichi di lavoro e standard di personale. Affidare i codici che non hanno alcun carattere di urgenza e che intasano i pronto soccorso ai medici di medicina generale e di continuità assistenziale per tutte le 24 ore anche mantenendone un operatività all’interno dei pronto soccorso – conclude la Uil – .Spostare risorse finanziare al fine di valorizzare il duro lavoro dei medici dei pronto soccorso che fino ad oggi non hanno avuto alcuna emolumento maggiore. Educare il cittadino a un corretto uso del pronto soccorso che è pur sempre una struttura dedicata all’emergenza e urgenza. Ci aspettiamo dalla Regione una ristrutturazione aziendale dettata dai fabbisogni della popolazione e assunzioni nel breve tempo, un tavolo di confronto per discutere tutte priorità e possibili soluzioni».

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