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Casa, nel comune di Lucca prezzi giù per il Covid

Valori al metro in calo quasi ovunque, ma esperti del settore vedono la ripresa

LUCCA. Mercato immobiliare, nel primo semestre del 2021 i prezzi delle case sono ancora in calo ma ci sono i primi segnali di ripresa. Nei giorni scorsi l’Agenzia delle entrate ha pubblicato sul sito dell’Osservatorio del mercato immobiliare i prezzi al metro quadrato degli immobili compravenduti nel comune di Lucca nei primi sei mesi dell’anno. Come mostra la tabella qui a fianco si registrano cali generalizzati di 50-100 euro ovunque, con la sola eccezione della zona Pieve Santo Stefano, San Martino in Vignale, Mutigliano, Cappella, Arsina dove per le ville si registra un lieve rialzo dei valori. Per il resto, il centro storico scivola con la parte bassa della forbice sotto i 2.000 euro al metro (per la parte di minor pregio) e la prima periferia va sui 1.600 euro al metro. Occorre, però, tener presente che nei primi sei mesi dell’anno la pandemia batteva ancora forte e lo faceva ancor di più alla fine del 2020, ovvero nel periodo in cui sono stati siglati la maggior parte dei compromessi che poi hanno portato alla vendita definitiva nel 2021. Quella dell’Omi, dunque, rischia di essere una fotografia già vecchia, che non rispecchia la situazione di fermento che si registra ora nel settore del mattone. Lo testimoniano gli addetti ai lavori. «Ormai da diverse settimane il mercato è esploso – spiega Marco Catelli, titolare dell’omonima agenzia –. Come numero di transazioni siamo tornati ai livelli del 2008, ovvero prima della crisi economica mondiale. I valori in calo riportati da Omi sono figli di una situazione ormai superata: sei mesi fa c’era ancora il Covid e soprattutto le cifre erano figli di accordi stabiliti ancora prima, addirittura nella seconda parte del 2020 quando la pandemia imperversava. Normale che in quel momento ci fosse un calo dei prezzi. Ma adesso la situazione è stabile e non escludo che a breve ci possano essere anche lievi rialzi».

Tra le zone di Lucca, ce n’è una che va in controtendenza facendo registrare già ora piccoli rialzi per le ville. Il motivo è presto spiegato: «Quella di Pieve Santo Stefano – dice Natale Mancini, di Casamica – così come la zona delle “dolci colline” a sud ovest della città, da Vicopelago a Gattaiola, è intonsa e qui si possono trovare delle belle abitazioni. Le compravendite sono poche rispetto al resto del comune e può darsi che questo incida sul rialzo, visto che si parla di case in campagna con un costo abbastanza elevato. In ogni caso il mercato sta cambiando velocemente e il Covid ha accelerato i processi: al momento siamo in una situazione tale per cui la domanda supera l’offerta e se le cose continueranno così a primavera ci troveremo con poche case da vendere. Cosa manca? La “casa del sogno italiano”: parlo di immobili grandi e con giardino, ma al contempo vicini alla città. La coppia borghese, matura e benestante, cerca oggetti di questo tipo ma purtroppo ce ne sono pochi. Sul rialzo dei prezzi dobbiamo stare attenti: la crisi del 2008 è partita proprio dal mercato immobiliare e dai prezzi gonfiati. Non possiamo rifare lo stesso errore».


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