Contenuto riservato agli abbonati

Bomboloni gratis "Da Piero" in attesa che il Tar si pronunci

La consegna dei “frati” a un cliente

I gestori del chiosco fuori Porta Santa Maria hanno voluto ringraziare la città e ora sul futuro della struttura pende la spada della giustizia amministrativa

LUCCA. Hanno preparato i "frati" - a centinaia - e li hanno distribuiti gratuitamente alle tantissime persone che ieri, con pazienza, si sono messe in fila per aspettare il loro turno. E ora la speranza di Eugenio, Luca e SoniaPepi e Luana Della Maggiore è che non sia l’ultima volta che preparano quei bomboloni. Ma la scure della giustizia amministrativa pende sul chiosco "Specialità da Piero". Dalla pronuncia del Tar di domani dipenderà, infatti, il futuro del chiosco che si trova all’esterno di Porta Santa Maria, sugli spalti delle Mura Urbane, tutelati dal codice dei Beni culturali. E proprio la non conformità urbanistica del chiosco "Da Piero" ne mette a rischio la sua stessa esistenza con un ordine di demolizione della struttura, poi impugnato dalla famiglia Pepi davanti al tribunale amministrativo regionale.

Ma quella di ieri, a poche ore da quella tanto attesa pronuncia, è stata una giornata di festa. Un ringraziamento alla città che, da 66 anni, ospita quel chiosco. Ed eccola la famiglia Pepi, intenta a preparare i "frati". «Questo posto ha un valore affettivo per tutti noi - racconta Luana, mentre prepara la pasta per i bomboloni -. È vero, il Comune più volte ci ha proposto di trasferirci in un’altra sede. A Tre Cancelli o a San Pietro a Vico, ma non abbiamo mai voluto accettare. La nostra storia è legata a doppio filo con questo posto, con la sua storia e, di conseguenza, quella della nostra famiglia. Sono cresciuta qui dentro, con la mia mamma e non riesco a immaginare l’esistenza del chiosco in un’altra zona. Per tanti clienti ma anche per i turisti, questa è una delle prime tappe, a Lucca. È per questo che ci siamo opposti all’ordine di demolizione che abbiamo ricevuto dal Comune. Per non far morire una tradizione che va avanti da oltre mezzo secolo». Ma non la pensa così il Comune di Lucca. Che, attraverso una nota, ha fatto sapere che, pur riconoscendo il valore storico dell’attività, «i chioschi di vendita sono stati progressivamente eliminati dagli spalti delle Mura urbane, ovunque. Come molti ricorderanno nella stessa situazione si trovavano in passato, rivendite di cocomeri, cipolle e aglio, bar ed edicole. Oggi tutto questo non può più esistere».

Due posizioni nettamente in contrasto e - almeno per ora - inconciliabili tra loro quelle tra i gestori e il Comune di Lucca. E a questo punto solo il Tar potrà scrivere la parola fine sulla diatriba. «Siamo cresciuti in questo chiosco - aggiungono Sonia e Luca - e, nonostante entrambi abbiamo un nostro lavoro, abbiamo sempre dato una mano. Fin da piccoli, quando aiutavamo a mettere in ordine le bibite in frigorifero o stavamo seduti in un angolo, su uno sgabello». Ieri anche loro erano impegnati nella preparazione dei bomboloni. «Per fare un regalo alla città, sperando che non sia un addio», sottolinea Luana, mentre gli occhi le si riempiono di lacrime.

C’era tanta gente in fila ieri, davanti al chiosco. E in tanti si sono mobilitati. Anche il comitato "Vivere il centro storico". «Il provvedimento preso nei confronti del chiosco fuori Porta S.Maria ci lascia un po’ sorpresi - si legge in una nota - . Si tratta di un esercizio commerciale che ha esercitato per lustri, che si trova sugli spalti a fianco della strada e quindi al di fuori dell’area "nobile" delle Mura, però comprendiamo che la legge è legge. D’altra parte il decreto del ministero dei Beni culturali numero 103 del 2017 esercita la tutela diretta sugli spalti e delle Mura e quindi include di fatto il bene monumentale in quello che è il demanio culturale. Perché viene concesso che parte dei baluardi (bene culturale) venga sottratta alla fruizione pubblica in contrasto con le disposizione del Codice dei Beni Monumentali? Perché i bomboloni di Piero no, ma altri locali, nonché le tavole calde e paninerie dei Comics, sì? Perché si tutelano gli spalti di Porta Santa Maria ma si permette il danneggiamento degli spalti per mesi e mesi come nel caso del Balilla con il Summer Festival e con i tendoni dei Comics? Perché siamo tutti uguali di fronte alla legge, ma qualcuno è più uguale degli altri? ».

Ma al di là dei dubbi e delle domande, solo la giustizia amministrativa potrà chiudere la questione. Una volta per tutte. «Noi continuiamo a sperare che un futuro possa ancora esistere per noi», conclude la famiglia Pepi. I clienti continuano ad arrivare, si mettono in fila. Un ultimo sorriso prima di andare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA