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Si finge suora per spillare soldi a un ottantenne

Con il compagno, che si presenta come giudice, fa credere all’anziano di aver avuto un figlio da una relazione clandestina


LUCCA. Lei al telefono si finge suora, lui giudice, farmacista o maresciallo dei carabinieri. Oltre tremila chiamate in due anni per spillare soldi a un pensionato ottantenne della Lucchesia che vive da solo facendogli credere di aver avuto un figlio da una relazione clandestina con una donna deceduta dopo un incidente. Un figlio che adesso lui avrebbe dovuto mantenere. Il tutto condito da minacce di morte per annullare eventuali resistenze della vittima che un mese e mezzo fa, letteralmente terrorizzata e dopo essersi confidata con i nipoti, si è recato in una caserma dei carabinieri per denunciare l’incubo in cui era precipitato. Ai militari è bastato un mese di intercettazioni con richiesta dei tabulati telefonici, servizi di appostamento e testimonianze, per arrivare a individuare gli autori di questa estorsione aggravata e inviare gli atti alla procura. Così ieri mattina il gip del tribunale, su richiesta del pm Paola Rizzo, ha fatto eseguire dai carabinieri due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari. Nei guai sono finiti Antony Demetrio, 41 anni e Jenny Balestra di 35, residenti a Nozzano San Pietro. Una coppia già conosciuta dalle forze dell’ordine. Nel gennaio 2019 infatti, assieme a una terza persona, furono arrestati per una serie di furti commessi tra luglio e agosto 2018 in Costa Smeralda e in Gallura. Stando all’accusa per pagarsi le vacanze in Sardegna a bordo di un camper, caricato nel traghetto che li portava nell’isola, avrebbero “visitato” i negozi e le boutique della costa impossessandosi di capi di abbigliamento, scarpe, denaro, bancomat e carte.

Stavolta la coppia ha preso di mira un pensionato ottantenne conosciuto casualmente e di cui avevano ottenuto il numero di telefono. E dal 2019 sino a inizio ottobre hanno iniziato a tempestarlo di chiamate con richieste estorsive e continue vessazioni. Stando all’accusa Jenny Balestra fingendosi una suora sosteneva di avere in custodia un bambino neonato che attribuiva alla relazione intercorsa tra l’ottantenne e una venditrice ambulante di fiori deceduta in un incidente stradale. L’anziano ricordava di aver acquistato dei fiori ad una giovane venditrice porta a porta, ma con quella donna non aveva in alcun modo avuto rapporti di natura sessuale. Ma la suore, con tono incalzante, chiedeva continui versamenti di denaro – piccole cifre, da 400 a 50 euro – che sarebbe stato impiegato per il mantenimento del piccino. Una balla spaziale amplificata da altre telefonate fatte, stando all’accusa, dal compagno della Balestra con minacce di morte e con l’avvertimento di pubblicizzare la relazione clandestina con la fioraia per ledere la sua reputazione di fronte ai parenti. Non solo. Oltre alla falsa suora, l’anziano riceveva le telefonate di un uomo – per i carabinieri Demetrio – che si presentava come farmacista, giudice, maresciallo e avvalendosi di una falsa autorità intimava al pensionato il pagamento di somme di denaro. Nel corso delle indagini gli inquirenti avrebbero ricostruito numerosi pagamenti per migliaia di euro che la vittima, vulnerabile in considerazione dell’età, avrebbe effettuato nel corso degli anni. L’inchiesta prosegue per verificare l’esistenza di altri complici.

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