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Green pass, primi disagi: salta il ritiro dei rifiuti ai supermercati 

Una dipendente pubblica al controllo del Green pass

I primi a fare i conti con l’obbligo del Green pass sul posto di lavoro sono stati gli operai del turno di notte nelle cartiere. Chi non è in regola viene invitato a interrompere l’attività e ad andare a casa

LUCCA. L’ora X scatta a mezzanotte. I primi a fare i conti con l’obbligo del Green pass sul posto di lavoro sono gli operai che fanno il turno di notte nelle cartiere. Chi non è in regola viene invitato a interrompere l’attività e ad andare a casa. Non è stato piacevole ma se lo aspettavano. Le imprese si erano premunite: avevano chiesto anticipatamente di sapere quanti fossero i lavoratori sprovvisti del certificato verde e si erano organizzate con delle riserve. «Non è stata una decisione legittima – spiega Massimiliano Bindocci, segretario Toscana Uilcom settore Carta –. Nelle faq presenti sul sito del governo in materia di Green pass si dice espressamente che se il certificato ottenuto da tampone scade durante l’orario di lavoro non c’è necessità di allontanare il suo possessore fino alla fine del turno». Non solo in qualche caso: la richiesta delle aziende di conoscere preventivamente il numero dei lavoratori non dotati di Green pass ha creato qualche tensione, arrivata fino alla minaccia di risarcimento danni verso i lavoratori resti a fornire le informazioni richieste. In alcune aziende del distretto cartario il braccio di ferro ha portato alla proclamazione di scioperi ad hoc. È successo allo stabilimento Ds Smith di Rughi (indetto dalla Fistel) e allo stabilimento Wepa di Salanetti (indetto dalla Uilcom). Lo sciopero si protrarrà fino a 1° novembre e più che altro ha l’obiettivo di fornire un ombrello per eventuali assenze ingiustificate ai lavoratori sprovvisti del certificato.

Altri disagi hanno riguardato lavoratori messisi in regola con il vaccino all’ultimo tuffo: «Abbiamo ricevuto un paio di segnalazioni – spiega Mauro Rossi, segretario della Fiom Cgil provinciale – da parte di lavoratori che si erano vaccinati negli ultimi giorni e ancora non erano in possesso del Green pass col Qr Code. Avevano, però, il certificato di avvenuta vaccinazioni che i datori di lavoro sono obbligati a riconoscere come equivalente. Niente da fare, i due lavoratori sono stati ugualmente allontanati. Uno dei casi si è verificato in uno studio odontoiatrico». Un altro tema di contesa tra dipendenti e aziende riguarda la possibilità di fare i tamponi a spese dell’azienda. Fosber, Carrara e Tronchetti (a metà prezzo) sono andate incontro a questa richiesta ma la maggior parte delle imprese del distretto, seguendo l’indicazione di Confindustria, non ha acconsentito. Alla Fabio Perini (460 dipendenti) secondo le stime dei delegati sindacali sono tra 20 e 30 i dipendenti sprovvisti di Green pass, alcuni dei quali ieri sono rimasti a casa senza stipendio avendo fatto inserire sul gestionale delle presenze una specifica voce per questa particolare tipologia di assenza.


In generale, in questa giornata di esordio il numero dei lavoratori sprovvisti di certificato e rimandati a casa è stato piuttosto basso: lo confermano sia da Confindustria sia dalla Camera di Commercio. «È andata meglio del previsto», commenta Giorgio Bartoli, commissario straordinario dell’ente camerale. Conferma indiretta arriva dalla prefettura di Lucca, dove non sono stati comunicati allontanamenti dal luogo di lavoro nei confronti di dipendenti sprovvisti di Green pass (ma non è escluso che tali comunicazioni non arrivino nei prossimi giorni).

Qualche problema in più si è registrato nel settore dei servizi. A Sistema ambiente, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti nel comune di Lucca si sono contate una cinquantina di assenze: «Ieri non erano presenti al lavoro circa il 20 per cento dei dipendenti – spiega la dirigente Caterina Susini –. Non so quante assenze fossero legate al Green pass: alcune erano per ferie, altre per malattia, altre ancora per donazione del sangue e permessi 104. Fatto sta che si è registrato un numero anomalo e superiore alla media, tale da comportare disagi nei servizi». Nel pomeriggio sono saltati i giri di raccolta rifiuti delle cosiddette “grandi utenze”, ovvero gli esercizi commerciali di grandi dimensioni e i supermercati. Verranno recuperati, l’azienda non è preoccupata. «La situazione andrà a regime», conclude Susini.

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