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"Da Piero" rischia la chiusura. Il chiosco aspetta il Tar sull'ordine di demolizione 

I titolari del chiosco "Specialità da Piero"

Il 19 ottobre è attesa la sentenza dei giudici amministrativi relativa all’ordinanza che rischia di mettere la parola fine a una storia iniziata nel lontano 1955

LUCCA. Da 66 anni è il punto di riferimento per molti lucchesi e per i clienti affezionati che arrivano da fuori città. Ma per il chiosco "Specialità da Piero" fuori Porta Santa Maria questi potrebbero essere gli ultimi giorni di vita. Il 19 ottobre prossimo il Tar si pronuncerà in merito all’ordine di demolizione della struttura che rischia di mettere la parola fine a una battaglia giuridica che va avanti da anni, iniziata nel 1986 con la prima richiesta di condono da parte del Comune di Lucca per le attività a postazione fissa che verrà rigettata trent’anni dopo, in base al parere dell’Opera delle Mura. Anni di tensioni, incertezze e carte bollate, alla continua ricerca di uno spiraglio di luce che indicasse la via di uscita da un incubo. La mazzata finale nel 2020, dicono i titolari del chiosco, quando il Comune modifica il regolamento delle attività commerciali su aree pubbliche.

«Siamo sfiniti, delusi e amareggiati - affermano i proprietari Eugenio, Luca e Sonia Pepi e Luana Della Maggiore - per l’atteggiamento delle istituzioni nei confronti della nostra attività che, pur essendo tra le poche storiche rimaste della città, è stata completamente ignorata. Così come le nostre richieste di collaborazione per raggiungere un accordo che ci consentisse di continuare a lavorare, senza perdere la nostra identità. Anche spostandoci nei dintorni. Siamo nati come chiosco e così vogliamo proseguire, se ci sarà permesso. Altrimenti chiudiamo bottega, poiché è impensabile trasferirci in un fondo anonimo che per noi significherebbe snaturare ciò che, tanti anni fa, è stato costruito con fatica e sacrifici».

Non vogliono arrendersi, i titolari del chiosco. Si sentono vittime di un’ingiustizia che priverebbe Lucca di una realtà che fa parte della tradizione locale e il lavoro alla famiglia che gestisce l’azienda da tre generazioni.

La storia inizia nel lontano 1947 quando Piero Della Maggiore, padre di Luana e nonno di Luca e Sonia, apre un piccolo locale in via del Tiro a Segno a Sant’Anna, dove vende i necci agli americani. Ha fiuto per gli affari e nel 1955 decide di spostarsi con un banco fuori porta Santa Maria, zona allora molto appetibile, in quanto in forte sviluppo commerciale. Che nel Settembre Lucchese pullulava di gente che veniva a Lucca per le fiere e non mancava di fermarsi da Piero per mangiare un frate o un bombolone ripieno di crema e cioccolata, fatto con gli stessi ingredienti naturali tramandati fino ad oggi. Allora negli spalti tra porta Santa Maria e porta San Jacopo si svolgeva il luna park e tutto intorno era un brulicare di gente che acquistava croccanti, cialde e cocomeri nei chioschi lungo la circonvallazione e che si approssimava alle bancarelle del mercato. Piero non faceva in tempo a friggere le sue prelibatezze che divennero famose anche fuori dai confini locali. Nel 1973 morì, lasciando dietro il banco la figlia e il genero Eugenio, il quale vi ha lavorato fino al 2011, quando è stato costretto ad abbandonare per motivi di salute, pur restando vicino ai familiari che oggi sperano nel miracolo.

Negli anni la struttura è stata opera di restauri, per renderla sempre più appetibile e meno impattante, ma gli sforzi sembrano essere stati vani e nessuna risposta è mai giunta dal Comune, né dalla sovrintendenza, malgrado le ripetute richieste.

«Abbiamo sempre lavorato nel rispetto delle normative di legge e in regola con concessioni e licenze - continuano i titolari - per risolvere un contenzioso burocratico sulla struttura a chiosco che, secondo l’ente Comune, è stata costruita all’interno di un’area demaniale monumentale che oggi non può più ospitarla. Purtroppo siamo arrivati alla fase conclusiva. Resta solo da attendere l’esito della sentenza e adeguarci al verdetto». Intanto, domani dalle 16 alle 20, il chiosco "Specialità da Piero" offre un frate a chiunque si presenti per un saluto «sperando ancora - dicono i gestori - che non sia l’ultimo». © RIPRODUZIONE RISERVATA