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Il 97 per cento dei lavoratori è vaccinato: la Kme tra le aziende più virtuose della provincia di Lucca

I divisori in rame installati sui tavoli della mensa Kme di Fornaci di Barga

Fornaci di Barga. Altre quattro persone sono state esentate dal medico. Il direttore dello stabilimento: «Per loro tamponi gratuiti frequenti»

BARGA. Il 97 per cento dei lavoratori di Kme di Fornaci di Barga è vaccinato contro il Covid-19. E del restante tre per cento - 16 dipendenti su 550 - quattro lavoratori sono assenti giustificati perché esentati dalla vaccinazione per motivi di salute. Un quadro che, in tutta la provincia, colloca la Kme di Fornaci tra le aziende più virtuose sul fronte della vaccinazione.

L’ingegnere Michele Manfredi, direttore dello stabilimento dell’azienda siderurgica di Fornaci di Barga specializzata nella produzione di semilavorati in rame, racconta di essere soddisfatto. «Sono orgoglioso del fatto che i nostri lavoratori si sentano più sicuri in azienda che fuori», sottolinea.

Direttore, come avete affrontato l’emergenza coronavirus?

«Abbiamo giocato d’anticipo e questo ci ha consentito di avere in azienda un numero di contagi di gran lunga inferiore rispetto alla media nazionale con un primo risultato su tutti: non dover mai fermare la produzione nell’ultimo anno e mezzo. C’è stata una grande collaborazione con le funzioni interne aziendali, i sindacati e i lavoratori. E il risultato ha premiato».

In che modo vi siete organizzati?

«Fin dal primo momento della pandemia, abbiamo costruito un protocollo. E poi abbiamo riorganizzato gli spazi comuni come le mense, gli spogliatori, la sala relax. La scelta dell’azienda è stata quella di investire per la sicurezza dei suoi dipendenti».

Può fare alcuni esempi?

«Creando spazi e distanze. A mensa, ad esempio, abbiamo assunto una ditta esterna specializzata per la sanificazione continua. Ogni volta che il lavoratore si alza da tavola, dopo il pranzo, l’addetto alle pulizie sanifica e lascia un segno colorato che indica che lì ci si può sedere in sicurezza. Ma non solo: abbiamo installato dei divisori in rame, quello stesso che lavoriamo. Tra le sue caratteristiche, infatti, anche quella di essere antivirale e antibatterico. Solo per fare alcuni esempi: in una ventina di minuti, su una superficie di rame, una carica batterica viene abbattuta del 90 per cento e dopo un’ora addirittura del 100 per cento».

E sul fronte degli screening ai dipendenti?

«La nostra è stata tra le prime aziende a fare dei test sierologici prima e ora dei tamponi per monitorare lo stato di salute dei dipendenti in collaborazione con il medico competente. Sono stati oltre 5mila i test effettuati che ci hanno consentito di individuare in fretta i contagi. Ogni lavoratore viene sottoposto gratuitamente al tampone una volta ogni tre settimane».

Qual è l’organizzazione dopo l’entrata in vigore (da ieri) del Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro?

«Il Green pass viene controllato ogni mattina a tutti i lavoratori all’ingresso dello stabilimento e chiunque ne sia sprovvisto, nel rispetto della legge, non entra. Ci saranno i nostri addetti alla guardiania a controllare il possesso del certificato verde tramite l’applicazione "Verifica C-19"».

E come vi comporterete nei confronti di chi non è vaccinato?

«Qui dobbiamo fare una distinzione tra chi ha deciso di non ricevere il vaccino anti-Covid e chi, invece, è esentato dall’immunizzazione. Nella nostra azienda sono quattro i lavoratori esentati. Una volta ogni tre settimane, come detto, i dipendenti vengono sottoposti a tampone. Ecco, nel caso dei lavoratori esentati dalla vaccinazione, e dunque fragili, l’obiettivo è far sentire sicuri loro e gli altri. Per questo saranno controllati più di frequente rispetto agli altri».

E chi, invece, ha scelto di non vaccinarsi?

«Anche a loro, come gli altri dipendenti, spetterà il tampone gratuito una volta ogni tre settimane. Ma dovranno essere in possesso del Green pass, proprio come tutti gli altri, per entrare ogni mattina nello stabilimento. La nostra linea è che i dipendenti siano vaccinati, pur rispettando chi la pensa diversamente». © RIPRODUZIONE RISERVATA