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Rifiuti, la spina nel fianco del cartario: «Costi troppo alti per il pulper»

Dal Polo Fiere, dove si sono riunite 250 aziende, una riflessione sul futuro del settore al convegno di apertura

LUCCA. Il futuro si è dato appuntamento al Polo Fiere. Qui, ieri, si è aperta la Mostra internazionale dell’industria cartaria (Miac), la rassegna di Assindustria e Confindustria Toscana Nord organizzata da Edipap. Una vetrina con 250 espositori, molti provenienti dall’estero (in particolare dal nord Europa), per mostrare le ultime novità nel settore trainante della nostra economia, ossia il cartario. Una vetrina, più che per le imprese cartarie, per le imprese meccaniche legate alla produzione di carta nelle sue varie versioni. E qui sta il concetto di futuro, nelle tecnologie in mostra, a ogni livello: dalle imprese che forniscono l’intera linea produttiva (dove da un lato inserisci la bobina della carta e dall’altro prendi il prodotto finito e confezionato), a quelle che producono singole parti meccaniche da inserire all’interno delle linee produttive. Tra gli stand anche quelli di alcune aziende specializzate nella produzione di energie rinnovabili. Una presenza quanto mai di attualità, visto che quello delle forniture energetiche è il tema di maggior attualità per l’industria cartaria, e non solo per i recenti balzi in alto del prezzo del metano. E proprio questo era il tema del convegno che ha accompagnato l’apertura del Miac: “Il settore cartario alla sfida della transizione ecologica ed energetica (e a quella dei record di rialzo dei prezzi di materie prime, energia e CO₂)”.

Ad aprire il convegno è stato il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il quale ha sottolineato l’importanza dell’industria cartaria nel suo insieme (compreso cioè anche il settore meccanico collegato) per il nostro territorio. Tra il pubblico, oltre alle varie autorità, molti esponenti del mondo amministrativo e politico del territorio; tra gli altri i sindaci di Porcari e Altopascio Leonardo Fornaciari e Sara D’Ambrosio, il vicesindaco di Capannori Matteo Francesconi, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi.


Poi è toccato a Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, fare il punto sulla situazione, in particolare, appunto, affrontando il tema delle forniture energetiche e quello, direttamente collegato come vedremo, dello smaltimento di rifiuti. I costi sono tutti in aumento, dai trasporti alle materie prime, e, ovviamente, l’energia. E anche trovare una soluzione, fra l’altro imposta anche dalla transizione ecologica, non è tanto facile: «Il processo della decarbonizzazione è giusto, ma attuarlo non è semplice – ha detto Pieretti – occorre far fronte a troppi vincoli. Quando si parla di fonti energetiche alternative non c’è solo il fotovoltaico (e anche in questo caso ottenere le autorizzazioni è difficile), ma ci sono anche l’eolico per esempio, e le biomasse. E in quel caso avere l’autorizzazione è praticamente impossibile». Il riferimento è in particolare al cosiddetto pulper, ossia il residuo della lavorazione della carta da riciclo. Un rifiuto difficile e costoso da smaltire, ma che potrebbe alimentare invece centrali in grado di produrre energia (ed ecco il collegamento citato prima). Con un paradosso evidenziato nel successivo intervento da Lorenzo Poli, presidente di Assocarta: «Nel resto d’Europa si lamentano della carenza di scarti del riciclo, che vengono utilizzati direttamente nelle fabbriche per autoprodurre energia, ed è assurdo che invece le cartiere italiane siano costrette a mandare il loro pulper ai loro diretti concorrenti stranieri». È il principio dell’economia circolare che però, in questo caso, non trova attuazione. Ma, al di là di tutte le difficoltà, il presidente di Assocarta invita a guardare «il bicchiere mezzo pieno, con una goccia in più». Questo alla luce dell’andamento di mercato ricordato dallo stesso Poli (un calo di volumi di produzione del quattro per cento nel periodo della pandemia, praticamente nulla rispetto agli altri settori, e un effetto rimbalzo post emergenza sanitaria che ha portato quella stessa percentuale a un più 13).

A chiudere l’assessore regionale Stefano Baccelli, che ha ricordato tutti gli interventi strutturali, soprattutto sulla rete logistica, che la Regione ha in cantiere, su porti, ferrovie e auto.

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