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Commesso infedele patteggia 18 mesi: come è stato scoperto e quanti soldi dovrà restituire

Il negozio Panda Lab in via Fillungo

Lucca, da anni sottraeva le scarpe al Panda Lab e le rivendeva all’insaputa del proprietario

LUCCA. Si è conclusa lunedì mattina al tribunale di Lucca una vicenda che poco più di un anno fa aveva scosso il mondo del commercio lucchese. Lo storico commesso di un negozio di scarpe di Fillungo ha patteggiato una pena a un anno e sei mesi di reclusione per le accuse di furto e appropriazione indebita. La moglie, la cui posizione era meno grave, ha patteggiato 8 mesi e 15 giorni. Per entrambi la pena è sospesa.

Questi i fatti: nel maggio dello scorso anno Andrea Puccini, 48 anni, da 17 anni collaboratore al negozio Panda Lab, di proprietà di Federico Lanza, viene sorpreso dal suo titolare mentre a notte fonda e in compagna della moglie, Maria Antonietta Nocera, apre la porta dell’esercizio di via Fillungo con le chiavi di cui ha una copia e carica in auto diverse scatole da scarpe. Il titolare del negozio, incredulo e sbigottito nello scoprire che quel fidato collaboratore possa essere il responsabile di un furto ai suoi danni, chiama il 113 e sul posto arrivano subito due volanti della polizia. Alla vista degli agenti della questura Puccini cede, confessando che sta portando via diverse paia di scarpe e che molte altre ne ha a casa. Gli agenti lo accompagnano all’abitazione dove l’uomo tira fuori altre 28 paia di scarpe. «Le vendo su Internet», dice ormai privo di ogni remora. Consegna anche le chiavi di cui ha fatto di nascosto una copia per entrare in negozio all’insaputa del titolare.


In realtà l’indagine è solo all’inizio. Lanza sospetta che la sottrazione di scarpe dai suoi negozi (ne possiede diversi in centro) vada avanti già da tempo. E le indagini della polizia non fanno altro che confermare i suoi timori. Secondo quanto ricostruito attraverso le chat presenti sul telefonino di Puccini e i suoi movimenti bancari, si scopre che già dal 2015 l’uomo ha avviato un’attività di vendita sottobanco delle scarpe sottratte a Panda Lab. «Queste di che colore le hai? Quanto me le fai?». Sono alcune delle frasi che scambiate con i potenziali clienti, alcuni dei quali a volte si presentavano in negozio chiedendo di parlare con lui e facendo sorgere sospetti anche nelle altre commesse. Puccini, infatti, ha accesso al gestionale e all’inventario e quindi è in grado di camuffare quegli ammanchi di paia. Ma il suo gioco non poteva andare avanti all’infinito.

La vicenda giudiziaria è giunta a conclusione lunedì mattina al tribunale di via Galli Tassi. Il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri ha ammesso la proposta di patteggiamento avanzata dai legali delle parti coinvolte. La pena pattuita tiene conto anche del precedente decreto di condanna per furto.

Si è arrivati a questa conclusione a seguito di una transazione stragiudiziale tra le parti sulla base di 80mila euro, che Puccini dovrà restituire al proprietario del negozio.

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