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Canale Benassai, le prove di carico preoccupano i commercianti

Il tratto del canale Benassai coperto

Lucca, i test prenderanno il via da oggi fino alle 18,30. L’obiettivo è verificare la resistenza del marciapiede

LUCCA. Una nuova spada di Damocle pende, ora, sulle attività commerciali di viale San Concordio. Oggi, infatti, saranno eseguite le prove di carico per testare la resistenza del manto stradale che ricopre il canale Benassai, poco distante dal tratto di pista ciclabile crollata ormai cinque mesi fa e proprio di fronte a diverse attività commerciali. Tra queste, c’è il Planet Cafè di Gennaro Amone. I commercianti non lo nascondono: ormai sono pronti a tutto. E se da una parte mettono la sicurezza al primo posto, dall’altra temono l’esito delle prove di carico. «Se il risultato mettesse in luce la mancata sicurezza di questo tratto di marciapiede - sottolinea Amone - sarebbe l’inizio di una nuova serie di disagi con il cantiere proprio qui, davanti all’ingresso delle nostre attività». Da oggi, lungo viale San Concordio, una serie di divieti di sosta - dalle 8,30 e fino alle 18,30 di oggi - impedisce ai veicoli di parcheggiare negli stalli blu riservati ai veicoli, a lato strada. «Ben vengano i test, visto che vanno a vantaggio dell’incolumità pubblica. Ma noi alle istituzioni chiediamo solo due cose, quelle che, fino a ora, sono venute meno: certezze e rapidità. E non lo dico solo in un’ottica personale o professionale. No, qui si tratta di paralizzare la vita quotidiana di un intero quartiere - sottolinea Amone - . Già con le scuole, ora anche con i Comics: si registreranno ingorghi e disagi a San Concordio. E a rimetterci saranno i cittadini e anche i commercianti». Lì, d’altra parte, la viabilità va in tilt con poco. «Da mesi stiamo facendo i conti con il cantiere e le notizie contrastanti che si susseguono: prima il canale scoperto, poi deve essere tombato. È stato perso del tempo inutile, basta girarci intorno. Ma ormai è fatta - commenta Marco Giusti del salone di parrucchieri "Marco Alberto" -. L’importante, per il futuro, è non ripetere gli errori fatti in passato. Ed è quello che speriamo non avvenga una volta ottenuto l’esito delle prove di carico. Per non dover assistere a un cantiere a cielo aperto proprio sotto i nostri piedi. Speriamo che non ci sia, in sostanza, la necessità di aprire questo ulteriore tratto di viale San Concordio». Anche perché - come sottolinea Sara Bini del salone di parrucchieri "L’essenza dell’arte" - i disagi non mancano. Già così, senza ulteriori scavi. «I miei clienti sono arrabbiati - spiega la titolare - e hanno ragione. Senza considerare che questa situazione non va avanti da una settimana, ma da mesi. Abbiamo avuto fin troppa pazienza, mentre continuano a formarsi lunghe code e ingorghi. Ma non solo: le biciclette, nel tratto di pista ciclopedonale interrotto, sono costrette a entrare in strada. Spesso contromano e addirittura viaggiando sui marciapiedi. È il caos più assoluto. San Concordio è nel caos». Tutti quanti, infatti, speravano che fosse solo questione di tempo. E che, dopo l’autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Lucca - che risale al 22 settembre - a tombare il canale Benassai i lavori procedessero spediti. «E invece niente», sottolinea Bini. E a questa situazione di tensione generale si aggiungono, ora, le prove di carico. «Cerchiamo di essere ottimisti, nonostante tutti i disagi - conclude Matteo Pieri del negozio d’abbigliamento "A shop apart" - . I tempi sono andati troppo per le lunghe e questo non va bene. Speriamo che con le prove di carico si concluda una volta per tutte questa saga. E che la città possa tornare a vivere in modo sereno nel quartiere. Le istituzioni lo devono a tutta la cittadinanza».

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