Bus pieno, studenti a piedi
 

Un gruppo di ragazzi resta  alla fermata di Altopascio. Scoppia la protesta

 ALTOPASCIO. Alla fine sono dovuti intervenire gli agenti della polizia municipale per riportare la calma, e consentire al pullman di riprendere la sua corsa verso Lucca, in forte ritardo e lasciando a terra una dozzina di ragazzi. È la scena che si è vissuta martedì mattina alla fermata di piazza Benedetto Croce, davanti all’edicola Regoli. Protagonista il pullman partito da Montecatini che raccoglie gli studenti diretti a Lucca: il bus, dopo aver attraversato la zona sud-ovest della Valdinievole (Traversagna, Ponte Buggianese e Chiesina) arriva in Lucchesia, passando da Località Michi e Marginone, fino ad arrivare ad Altopascio, ultima fermata del percorso urbano prima di prendere l’autostrada in direzione Lucca. È il pullman delle 7,22 (ad Altopascio) usato soprattutto dagli studenti.

Ma martedì 12, quando l’ultimo bus è arrivato davanti all’edicola, il numero di studenti in attesa era superiore al numero di posti disponibili, anche al di là delle restrizioni per il Covid. Ma i ragazzi sono saliti lo stesso. A quel punto però è stato l’autista che è sceso, rifiutandosi di proseguire perché, in quelle condizioni, sarebbe stato pericoloso: per la sicurezza dei ragazzi innanzitutto, perché avrebbero dovuto viaggiare in piedi. E poi, in caso di caduta o incidente la responsabilità sarebbe ricaduta sulle sue spalle. Ne è nata una polemica, che è andata avanti per parecchio, fino all’arrivo delle forze dell’ordine, chiamate in contemporanea dai genitori dei ragazzi e dalla compagnia di trasporti cui si era rivolto l’autista. Ed è toccato agli uomini della municipale agli ordini di Italo Pellegrini riportare la calma. Un compito non facile, dal momento che si trattava di far convivere due diritti entrambi validi: da un lato quello degli studenti che avevano pagato l’abbonamento, e che quindi avevano il diritto a muoversi. Dall’altro quello dell’autista a non infrangere le leggi, caricando più passeggeri di quelli consentiti.


«È la terza volta che i ragazzi restano a piedi da quando è ricominciata la scuola – racconta una delle madri presenti alla scena – quando il pullman ha raggiunto la capienza massima l’autista si è rifiutato di partire. Ma capiamo il suo punto di vista, non è colpa sua. Solo che quando ha chiamato la direzione non è arrivata la risposta che ci aspettavamo, ossia quella di mandare un pullman in più. Hanno chiamato le forze dell’ordine. Alla fine una dozzina di ragazzi sono dovuti scendere e quelli che sono riusciti a prendere il pullman, compresi i miei figli, sono arrivati a scuola con 35 minuti di ritardo. E chi è rimasto a piedi? Chi ha potuto è stato accompagnato a scuola dai genitori, gli altri hanno dovuto aspettare il pullman successivo, quello delle 9,08. Ma c’è una cosa che non capisco: per le norme anti covid i quattro posti (due per lato) alle spalle dell’autista devono restare vuoti, quando l’autista è già protetto dalla barriera di plexiglass. Quattro posti per due pullman fanno già otto ragazzi che potevano salire, due terzi di quelli che sono rimasti a piedi ieri. Comprendo la prudenza per motivi di salute, ma mi pare assurdo pensare di tutelarla lasciando quattro posti vuoti, quando gli stessi ragazzi si ammucchiano al momento di salire. E poi come scelgono il numero di pullman necessari? Al momento di fare l’abbinamento ti chiedono a quale fermata sali, non dovrebbe essere difficile riuscire calcolare il numero di bus necessari».

A far arrabbiare non è stato solo il singolo episodio di martedì, ma la frequenza con cui si stanno ripetendo i disagi: «Mia figlia – racconta un’altra mamma – da tre anni usa questa linea, in passato sì, poteva capitare qualche ritardo ogni tanto, ma quest’anno è già il terzo episodio in pochi giorni. È capitato anche di pullman che, essendo già pieni, non si sono proprio fermati. Dopo i primi giorni ho anche scritto una protesta alla compagnia di trasporti, e a quel punto, a inizio ottobre, invece dei due pullman da 50 posti, ne hanno mandato uno da 50 e un autosnodato doppio. A quel punto non ci sono più stati problemi, ma adesso si è tornati alla vecchia soluzione dei due pullman da 50». Una situazione che ha portato anche a protestare verso la Provincia, responsabile del trasporto pubblico locale, anche se il ricevente era quello sbagliato, non Palazzo Ducale, ma la Provincia di Pistoia, visto che la linea incriminata fa riferimento alla pistoiese BluBus.

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