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Strattonò l'assessore Baccelli: direttore sanitario dell’Asl a giudizio per violenza privata

Luca Lavazza e Stefano Baccelli

Lucca, è accusato anche di lesioni personali. L'attuale assessore regionale strattonato e trascinato via dalla stanza delle vaccinazioni

LUCCA. Alla fine sarà un giudice a stabilire se Luca Lavazza, direttore sanitario dell’azienda Usl Nord Ovest, ha commesso il reato di violenza privata e lesioni personali volontari nei confronti dell’assessore regionali alle infrastrutture e trasporti Stefano Baccelli nel giorno in cui all’ospedale San Luca giungeva la prima dose di vaccini contro il Covid 19.

A dieci mesi di distanza dai fatti – 27 dicembre 2020 – la procura della Repubblica ha citato a giudizio il dirigente Asl e il processo è stato fissato in una data molto lontana di fronte al giudice monocratico Raffaella Poggi: il 7 giugno 2023. C’è quindi, per le parti in causa, tutto il tempo per addivenire a un accordo stragiudiziale. Al momento però l’ex presidente della Provincia, difeso dall’avvocato Carlo Di Bugno, è intenzionato ad andare avanti per fare valere le sue ragioni in sede processuale. Ritiene che Lavazza abbia agito nei suoi con tale foga da procurargli un trauma distrattivo alla spalla sinistra a causa di dissapori pregressi. Dissapori originari, a suo giudizio, dalle perplessità manifestate alla direttrice generale Asl Maria Letizia Casani, che aveva provveduto alla nomina di Lavazza a direttore sanitario nel novembre 2020 quindi un mese prima dei fatti contestati. Una circostanza che l’assessore regionale ritiene plausibile visto che nella stanza dove assisteva – in rappresentanza del presidente della Regione, Eugenio Giani – alla prima dose di vaccini contro il virus Covid presenziando, al contempo, alla somministrazione dell’antivirus al personale sanitario del San Luca, non c’era soltanto lui. Ma erano presenti personale sanitario, giornalisti ed operatori televisivi convocati al fine di dare risalto mediatico allo storico evento. Baccelli, nell’esposto-denuncia, si lamenta sostenendo che lui si trovava in uno degli ambulatori assieme a due infermieri, alla direttrice facente funzioni dell’ospedale San Luca, a due giornalisti e a un fotografo, in modo da poter vedere da vicino il momento della somministrazione del vaccino e documentare l’evento a beneficio dei suoi canali social. Sostiene che mentre si trovava appoggiato alla parete, con le spalle rivolte alla porta, Lavazza che sino a quel momento non era presente nella stanza, sarebbe sopraggiunto alle sue spalle afferrandolo con forza per il braccio sinistro e trascinandolo quasi di peso fuori dalla stanza motivando il suo operato dalla presenza di troppo persone dentro l’ambulatorio. Ai fatti avrebbe assistito anche il dottor Maurizio Magi che l’assessore regionale ha chiamato a riferire sui fatti. Persistendo il dolore all’avambraccio anche il giorno successivo, nonostante l’assunzione di antidolorifici, il 29 dicembre Baccelli si è rivolto al pronto soccorso del San Luca e i medici, oltre alla diagnosi con prognosi di sette giorni, gli hanno applicato un tutore.


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