Gli studenti in piazza per il clima I politici sui manifesti da “ricercati”

Nuovo appuntamento dei Fridays for future, a Lucca centinaia di giovani sfilano in centro Spuntano manifesti contro gli amministratori locali, accusati di non rispettare gli impegni  

Il corteo

Elena Betti


Tornano in tutta Italia le manifestazioni per la salvaguardia del clima del movimento “Fridays for future” e così anche i giovani lucchesi ieri sono scesi in piazza. È la settima volta che fanno sentire la loro voce.

La manifestazione è partita alle 9. 30 da piazzale Verdi, ha seguito poi un percorso lungo le mura, per arrivare in piazza Napoleone. Ed è lì che i tanti ragazzi, seduti nel rispetto delle normative di distanziamento anti-Covid, hanno fatto sentire le loro voci.

Gli interventi sono cominciati con un monologo di Simone Bertolucci, che ha voluto raccontare la storia della Terra, un pianeta che sta morendo consumato dalle emissioni di Co2, e di coloro che tentano invano di salvarlo. È iniziato così, con delle critiche velate, quello che poi è diventato un vero e proprio intervento di protesta, con accuse specifiche rivolte anche all’amministrazione comunale lucchese, i cui rappresentanti (di maggioranza e opposizione) sono finiti su dei manifesti con la scritta “Wanted”, come si usava per i “ricercati”, accanto al presidente del consiglio Mario Draghi e ad altri ministri. Una forma di protesta che non è piaciuta a tutti, scatenando dibattito sui social.

Intanto in piazza ha preso la parola Giorgio De Girolamo, membro di Fridays for future. Il suo discorso si è incentrato su dati numeri che fanno riflettere. «Nei prossimi anni non possiamo neanche mitigare gli effetti che si sono prodotti con l’aumento della temperatura globale – dice – . È necessario rimanere sotto gli 1, 5 gradi di aumento della temperatura media globale, come stabilito dagli accordi di Parigi e dalla comunità scientifica, ma siamo già a 1, 1. Ci restano sei anni per contenere gli attuali ritmi di emissione sotto l’aumento di 1, 5 gradi. Ogni decimo di grado in più porta con sé un risultato peggiore e, viceversa, ogni decimo in meno porta un netto miglioramento».

I toni della manifestazione si sono accesi, poi, con l’intervento di Paolo Marraccini. Il ragazzo ha presentato un resoconto molto critico del percorso che è stato fatto nella città di Lucca. Partendo dal 15 marzo 2019, prima manifestazione per il clima svoltasi nel capoluogo, Marraccini ha raccontato le richieste avanzate al Comune, dai movimenti interessati, e i risultati, a suo avviso esigui, che sono stati ottenuti. In quella data, vista l’importante affluenza di ragazzi scesi a protestare, l’amministrazione comunale si è vista obbligata a convocare una seduta straordinaria del Consiglio comunale. In tale sede i ragazzi hanno proposto un documento con tre punti fondamentali: dichiarare lo stato di emergenza climatica; fissare un obiettivo di riduzione a zero emissioni locali nette per il 2030; considerare la lotta al cambiamento climatico e la transizione a un’economia sostenibile come priorità per i prossimi dieci anni.

I consiglieri presenti alla seduta hanno votato all’unanimità a sostegno del documento, indicando come priorità assoluta l’azzeramento delle emissioni di gas serra. Si sono impegnati, inoltre, ad attivare un tavolo di coordinamento con Fridays for future Lucca ed Earth strike Lucca, invito rifiutato però dalle suddette associazioni.

In un successivo incontro con l’allora assessore all’Ambiente Francesco Raspini e alcuni consiglieri comunali, i rappresentanti dei due gruppi hanno proposto che, oltre a dichiarare ufficialmente lo stato di emergenza climatica, il Comune facesse uno studio delle emissioni del territorio, analisi accompagnata da un piano di riduzione, con termine nel 2030 per raggiungere emissioni zero. Il Comune, inizialmente, ha accolto la proposta e gli assessori si sono attivati, commissionando un progetto al Sant’Anna di Pisa. Poi, nonostante la dichiarazione dello stato di emergenza climatica, ci sono voluti diversi mesi e altre due manifestazioni per arrivare a un documento che convincesse, ma solo in parte, i giovani.

A rallentare i progetti c’è stata la pandemia. Il piano proposto dal Sant’Anna arriva solo nel 2020 e delude i rappresentanti dei gruppi. Ad aprile 2021, arriva il documento definitivo, discusso dai rappresentanti dei gruppi Earth Strike Lucca e Fridays For Future Lucca, che ne criticano aspramente il contenuto e la non rispondenza a quanto promesso.

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