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Per smaltire le liste d'attesa l'Asl si rivolge ai privati: 50mila gli esami esternalizzati. Ecco quali e a chi

L'Azienda sanitaria corre ai ripari con un maxi stanziamento di oltre tre milioni di euro per tagliare i tempi biblici per esami e visite

LUCCA. Liste d’attesa, l’Asl corre ai ripari con un maxi stanziamento di oltre tre milioni di euro per tagliare i tempi biblici per esami e visite. L’azienda sanitaria si appoggerà sulle strutture private anche per le visite specialistiche oltre che per la radiodiagnostica (risonanze, tac ed eco). Il nuovo stanziamento è contenuto in una delibera dell’azienda sanitaria pubblicata nei giorni scorsi: da ottobre a dicembre l’ente chiede alle strutture accreditate presenti sui vari territori di fare 3.590 prestazioni a settimana per un totale, da qui a fine anno, di 50.260 visite ed esami. La spesa è di 3,2 milioni, che vanno ad aggiungersi ai 600mila euro aggiuntivi che la stessa azienda aveva stanziato per il periodo agosto-settembre. Entro oggi i centri medici e le cliniche coinvolte devono rispondere all’appello dell’Asl, dichiarando se intendono accettare l’incarico e i conseguenti carichi di lavoro, che nel caso fossero giudicati eccessivi potranno essere riallocati dall’azienda stessa. Come noto l’Asl deve fare i conti le liste d’attesa, un problema annoso che il Covid ha portato a livelli esponenziali facendo saltare circa 71mila prestazioni “ordinarie” nel 2020, l’anno della pandemia. Nello specifico: 996 interventi chirurgici, 2.736 ricoveri “no-Covid”, 28.229 visite, 39.002. Questo il calo registrato rispetto al 2019. Ma per forza di cose le prestazioni saltate a causa della pandemia (un po’ per la paura degli utenti, un po’ perché gli ospedali erano incapaci di farsene carico) ora dovranno essere recuperate. Il monitoraggio sulle liste d’attesa comincia a mostrare diverse prestazioni in zona rossa. Per una mammografia bilaterale in classe programmata l’attesa media registrata ad agosto era di 254 giorni. Tempi analoghi per una colonscopia (251 giorni) o una spirometria (267). Va anche peggio per le risonanze: secondo la disponibilità registrata ieri al Cup, per una risonanza all’encefalo il primo appuntamento disponibile è per il 20 settembre 2022, ovvero tra un anno. Idem per le visite: ad agosto l’attesa per un appuntamento col cardiologo era di 147 giorni, 185 per l’endocrinologo, 207 per lo pneumologo, 155 per l’urologo, 164 per il reumatologo e 155 per l’urologo.

Dei 3,2 milioni di euro stanziati al territorio dell’ex Asl 2 (ovvero Piana di Lucca e Valle del Serchio) vanno 331mila euro, ovvero circa un decimo per un totale di 5.180 prestazioni. Va meglio a Massa Carrara (646mila euro), Pisa (633mila) e Livorno (616mila). Dati che sembrano penalizzare l’area di Lucca anche se occorre tener presente che la cifra procapite spesa ogni anno dall’Asl sul nostro territorio per la sanità pubblica è più alta rispetto a Livorno e Massa.


Nella Piana a farsi carico delle prestazioni aggiuntive sono stati chiamati Martini, Check Up, Barbantini per quanto riguarda risonanze e Tac. Per le ecografie al terzetto si aggiunge anche Santa Zita. Ognuna di queste strutture avrà in carico a settimana 20 risonanze, 31 ecografie e 20 tac. Per quanto riguarda le visite sono 95 quelle che dovranno essere erogate a settimana così suddivise: 20 dermatologiche, 20 ginecologiche, 20 urologiche, venti urologiche, 15 gastroenterologiche, 13 reumatologiche e sette pneumologiche. Se ne fanno carico il gruppo Santa Chiara (che possiede le Barbantini e il San Camillo a Forte dei Marmi), e la NovaMedicea.



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