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La palestra di San Lorenzo a Vaccoli è dimenticata. Chiusa nel 2011, aspetta ancora i lavori 

La palestra di San Lorenzo a Vaccoli

Lucca. Sono passati 23 anni, ma la palestra di San Lorenzo a Vaccoli continua a restare in uno stato di perenne abbandono. Con un lucchetto che impedisce a chiunque di entrare. La denuncia arriva dal comitato della frazione

LUCCA. Gli abitanti raccontano che il giorno dell’inaugurazione - era il 1998 - piovesse fortissimo. E che già allora i partecipanti alla cerimonia avessero dovuto ricorrere (nonostante fossero al chiuso) all’ombrello per ripararsi dall’acqua che cadeva, copiosa, dal tetto. Da allora, sono passati 23 anni e diverse amministrazioni comunali. Ma la palestra di San Lorenzo a Vaccoli continua a restare in uno stato di perenne abbandono. Con un lucchetto che impedisce a chiunque di entrare.

La denuncia arriva dal comitato della frazione alle porte di Lucca: Francesca Carli, Maurizio Di Pietrantonio e Daniela Mei dicono che si tratta di uno spreco. Immenso, oltretutto. E raccontano di come, non a caso, quella palestra fosse stata progettata per accogliere i bambini della scuola primaria, proprio di fronte. Per donare loro uno spazio per l’attività fisica, a due passi dall’istituto.

A dire la verità, la palestra ha funzionato per un periodo: quei locali hanno ospitato una squadra di volley per gli allenamenti, tornei di pallavolo e tennis da tavolo, corsi di discipline ginniche.

L’impianto sportivo fu realizzato dell’amministrazione comunale di centrosinistra guidata dal sindaco dell’epoca, Giulio Lazzarini, che la fece progettare e realizzare, arrivando a fine mandato senza inaugurarla. A tagliare il nastro fu, invece, il sindaco Pietro Fazzi, ma poco dopo la struttura cominciò a presentare problemi dovuti alle consistenti infiltrazioni che arrivavano dal tetto. Così, per tamponare, furono eseguiti degli interventi. «Si andò avanti così, a pezzi e bocconi, fino al 2011 - prosegue il comitato di San Lorenzo a Vaccoli -. Fino a quando il sindaco Mauro Favilla si decise a chiudere l’impianto perché inagibile».

Ma arriviamo al 2016: fu Antonio Sichi, ex assessore al Patrimonio della giunta guidata dall’attuale sindaco Alessandro Tambellini, a far sapere che sarebbero serviti 138mila euro per il ripristino la struttura al momento della chiusura, nel 2011.

Una cifra che, dopo un lustro, è salita a 250mila euro: questo l’investimento necessario per riaprire le porte dell’impianto sportivo.

«Sappiamo che, quello stesso anno, la giunta comunale affidò l’incarico di progettare il recupero, prevedendo di mettere insieme, alla prima variazione di bilancio del 2016, i soldi necessari per la ristrutturazione - concludono Carli, Di Pietrantonio e Mei - . Da allora, però, tutto è rimasto immutato. E pensare che la palestra potrebbe essere a disposizione non solo dei ragazzi delle scuole, ma anche della terza età. E, invece, si continua a tenere chiusa una struttura per la quale è stato speso denaro pubblico. Qualcuno batta un colpo».

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