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Le nipoti accusano il nonno di abusi sessuali. La denuncia dopo il racconto a un'insegnante

Lucca. Una delle ragazze ha raccontato di essere stata molestata all’età di sei anni. Lui, un pensionato ultrasettantenne, si difende sostenendo la completa estraneità ai fatti

LUCCA. Le sue due nipoti lo accusano di un reato infamante: averle palpate e toccate nelle parti intime approfittando dalla loro tenera età e quindi della minorata difesa traendole in inganno a causa della fiducia generatasi dal rapporto parentale. Lui, un pensionato ultrasettantenne residente in Lucchesia, si difende sostenendo la completa estraneità ai fatti contestati che risalgono al periodo che va dal 2009 al 2015 almeno stando al racconto delle due ragazzine che all’epoca dei fatti avevano sei-sette anni.

Una storia che non sarebbe mai emersa senza il racconto fornito da una delle due nipotine – che oggi frequenta un scuola secondaria superiore – a un’insegnante. Nei primi mesi del 2020 la studentessa fermò una docente e le chiese di poter parlare in privato. La ragazza, con difficoltà di natura relazionale che influivano anche sul rendimento scolastico, confidò alla professoressa un suo disagio psicologico legato a più episodi, avvenuti in arco di tempo di sei anni, che riguardavano il suo rapporto, e quello di sua sorella, con il nonno paterno. Raccontò in lacrime di essere stata costretta a subire, in assenza dei genitori, abusi sessuali dall’anziano che viveva in famiglia. Molestie continue avvenute quando lei e la sorella frequentavano prima le elementari e poi le medie. Atti di libidine violenti terminati quando le due sorelle con i genitori cambiarono casa e andarono a vivere altrove. Una confidenza capace di scuotere la coscienza dell’educatrice e mettere in moto la macchina della giustizia. La vicenda, attraverso un esposto, finì sul tavolo della procura della Repubblica con il magistrato che nominò un consulente tecnico. Lo psicoterapeuta ascoltò le due adolescenti a sommarie informazioni. Le ragazze, tra l’altro, ebbero difficoltà a ricordare luoghi, date e situazioni precise visto anche il tempo intercorso dai fatti contestati.

Ma l’indagine si arenò. Perché, in questi casi, si sarebbe dovuto sentire le presunte vittime degli abusi in incidente probatorio. In realtà, vuoi causa Covid e vuoi per una serie di disguidi, l’atto irripetibile non si è mai tenuto. E, giocoforza, il giudice dell’udienza preliminare è stato costretto a rinviare a giudizio il nonno con l’accusa di violenza sessuale. Ma durante il processo di fronte al collegio – la prima udienza è stata fissata il 3 febbraio 2022 – le vittime e i testimoni dovranno essere sentiti dai giudici e la prova dovrà formarsi in aula visto che manca praticamente tutta la parte istruttoria e a disposizione dei giudici ci sono i primi atti di pg e le dichiarazioni rese dalle ragazze al consulente nominato dal pubblico ministero. Tra l’altro, nel corso dell’udienza camerale, nessuna delle parti lese si è costituita parte civile e l’unico presente era il legale dell’ultrasettantenne accusato della violenza sessuale sulle due nipotini che all’epoca erano minori di 14 anni. Un reato infamante che l’anziano nega con forza volendo fugare ogni dubbio sul suo comportamento nei confronti delle due ragazzine nel corso del processo.

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