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La denuncia di Apuane libere: «Gramolazzo lago inquinato»

il torrente Acqua Bianca nei pressi di Gorfigliano

Chiesti il ritiro delle concessioni e il divieto di balneazione domenica una manifestazione al Passo della Focolaccia

MINUCCIANO. Marmettola e terre di lavorazione di cava nel Serchio di Gramolazzo e nel torrente Acqua Bianca che poi terminano il loro corso nel lago di Gramolazzo. La denuncia arriva dall’organizzazione di volontariato Apuane Libere che per mesi ha raccolto foto e filmati per poter presentare i documenti agli organi competenti. Un nuovo attacco al mondo delle cave.

«Il sindaco Poli deve far rispettare le poche leggi che ancora rimangono a tutela dei corsi d’acqua, ritirando in maniera definitiva le concessioni a quelle ditte che giornalmente inquinano le falde acquifere, ma soprattutto vieti la balneazione nel lago di Gramolazzo - dice il presidente Gianluca Briccolani, - abbiamo svolto un’opera di vigilanza ambientale che è durata tutta l’intera estate e siamo in grado di denunciare un ingente sversamento di inquinanti nel Serchio di Gramolazzo e nel Torrente Acqua Bianca, importanti corsi idrici siti nel comune di Minucciano».

Da giugno a settembre i volontari hanno svolto rilievi dentro il Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane per preparare il corposo dossier video-fotografico inerente ai quantitativi di marmettola e terre di lavorazione di cava, sversati nei greti dei torrenti presenti nelle due principali valli del comune di Minucciano: la Val Serenaia-Orto di Donna e la Carcaraia-Acqua Bianca.

«Abbiamo fatto la prima denuncia lo scorso 20 giugno, - spiega Briccolani - nessuno però è intervenuto, non sono stati fatti controlli. La stagione era ancora alle porte e si poteva evitare di far nuotare in un lago non inquinato».

Dal Tritone apuano sottolineano come le immagini scattate dai soci volontari siano chiare. «Le lavorazioni delle varie ditte del settore lapideo che operano all’interno dei confini comunali di Minucciano non rispettano il benché minimo accorgimento in fatto di gestione di fanghi di lavorazione, rendendo completamente inquinato sia il Serchio di Gramolazzo che il torrente Acqua Bianca, i quali, soltanto alcune centinaia di metri dopo, si immettono direttamente nelle frequentatissime acque del lago di Gramolazzo - accusano i volontari di Apuane Libere - già peraltro sature di sversamenti abusivi delle fognature dei paesi di Verrucolette, Agliano, Gorfigliano e Gramolazzo. Sempre durante i sopralluoghi, sono emerse vistose criticità in materia di abbandono di rifiuti speciali di tipo ferroso, plastico e persino la presenza di alcuni pneumatici sparsi negli alvei dei suddetti torrenti, i quali, risultano oltretutto privi di ogni forma di vita animale e vegetale».

Briccolani si dice preoccupato dall’aumento di concessioni di escavazione. «Notiamo l’aumento di concessioni, da sei a 17 - dice - ci appelliamo al sindaco Poli che si adoperi a far rispettare le leggi pregandolo di smettere di affermare che i Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi adottati dal suo comune sono avanzati e rispettosi dell’ambiente. Non solo, come abbiamo a più riprese denunciato, i residui liquidi del taglio della montagna, la famigerata marmettola, non vengono minimamente raccolti come prescriverebbe la legge e dato che le cavità carsiche favoriscono una circolazione idrica sotterranea direttamente collegata alle sorgenti di Equi e del Frigido, la connessione tra questo inquinamento prodotto nei piazzali di cava e l’idropotabilità delle fonti è diretto e pericoloso per la salute delle popolazioni».

Apuane Libere annuncia per domenica una manifestazione al Passo della Focolaccia con una catena umana.

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