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Sos infermieri al San Luca, il sindacato: «Sessanta posti scoperti»

Carenze anche nelle residenze anziani. «Una situazione che rischia di mandare al collasso l’intero sistema»

LUCCA. È emergenza infermieri all’ospedale San Luca, dove ne mancano una sessantina. E anche nelle residenze sanitarie assistenziali della Lucchesia. Troppo pochi i professionisti – denunciano i sindacati – e troppo carichi di lavoro. «Una situazione che rischia di mandare al collasso l’intero sistema», spiega Roberto Pasquinelli, segretarrio provinciale del Nursind di Lucca, il sindacato delle professioni infermieristiche. Non tanto per l’emergenza sanitaria perché quella – precisa Pasquinelli, coordinatore infermieristico del reparto di terapia intensiva del San Luca – è sotto controllo. «All’ospedale di Lucca – spiega – al momento sono una quindicina i pazienti ricoverati nei reparti di degenza riservati a chi abbia contratto il Covid-19; due, invece, i letti occupati in terapia intensiva. In tutti e due i casi, si tratta di persone non vaccinate. L’efficacia del vaccino anti-Covid produce i suoi effetti positivi e ne abbiamo la prova analizzando il numero di contagi tra il personale infermieristico. Durante la seconda ondata, il 20 per cento degli infermieri ha contratto il Covid. Ora, invece, solo l’uno per cento, il due per cento al massimo, è stato infettato dal coronavirus. Numeri che fanno capire quanto importante sia ricevere il vaccino». Ma non solo la carenza di organico, negli ospedali, è una realtà. Ora, su di loro, pende pure la spada di Damocle delle sospensioni per non aver rispettato l’obbligo di sottoporsi alla vaccinazione, stabilito dal decreto legge 44 del 2021. «Molti colleghi si sono sentiti messi con le spalle al muro dal governo – sottolinea Pasquinelli – quello stesso governo che non valorizza e non gratifica gli infermieri. Né da un punto di vista sociale né economico. Se ora gli infermieri venissero sospesi sarebbe un bel problema. Al San Luca sono circa 700, ma ne servirebbero almeno una sessantina per lavorare in tranquillità. La coperta, invece, è corta. Troppo. E questo ci costringe a fare i salti mortali per garantire le cure ai nostri pazienti».

E poi c’è un’altra questione messa in luce dai sindacati: la promessa, da parte della Regione Toscana, di assumere nuovi infermieri in rinforzo non solo delle strutture pubbliche, ma anche private. Come le residenze sanitarie assistenziali.

«A Lucca – sottolinea Michele Massari, segretario provinciale della Funzionale pubblica della Cgil di Lucca – ci sono rsa con la totale assenza di infermieri e che vanno avanti solo grazie all’impegno degli operatori sociosanitari. Prima, la Regione Toscana aveva promesso una “migrazione” degli infermieri a sostegno delle strutture private, poi nuove assunzioni. Peccato che nulla, o quasi, di tutto questo si sia di fatto verificato. E, nel frattempo, le strutture sono in sofferenza. Così come il suo personale, in prima linea da due anni. Non è più possibile andare avanti».

«Migliaia di ore di straordinario, turni massacranti, spostamenti da un reparto a un altro, a seconda delle necessità – conclude Pasquinelli – . La graduatoria per le nuove assunzioni è pronta. Ora è fondamentale agire per far stare più tranquilli gli infermieri. Stremati da una lotta che va avanti da molto tempo contro il Covid-19». RIPRODUZIONE RISERVATA