La metalmeccanica riparte in velocità: +14,8 per cento rispetto al 2020

L’analisi di Confindustria Toscana Nord per Lucca Celli: «L’obiettivo è rispettare la puntualità degli ordini»

LUCCA. La metalmeccanica ha avuto la forza e la resilienza per far fronte all'immane difficoltà derivante dalla pandemia: capacità di innovare, di reagire rapidamente a mutamenti nelle condizioni mercato e di conquistare mercati esteri.

Lo dimostrano sia i dati nazionali che quelli locali, come spiega Federmeccanica, nei giorni in cui compie cinquant’anni di attività e nell’occasione presenta il progetto “Competere”.


Dati che rispecchiano il quadro delle industrie del settore di Lucca, Pistoia e Prato.

«L’obiettivo di riportare in pareggio la produzione industriale nella metalmeccanica a Lucca Pistoia e Prato rispetto alla media 2019 non è ancora colto – afferma il presidente della sezione Massimo Bellandi, che analizza il settore in concomitanza con l’importante anniversario – ma possiamo considerare la flessione limitata; ci attestiamo su un -1,4 per cento complessivo, dato leggermente inferiore alla media nazionale. Segnali positivi emergono comunque dalle variazioni tendenziali rilevate dal Centro Studi Confindustria Toscana Nord, che sovrapponendo i numeri del secondo trimestre dell'anno con quelli del 2020 mostrano buone o anche ottime performance sia a Lucca (+14,8 per cento) che a Pistoia (+34) che a Prato (+5,8). Lo studio di Federmeccanica ci aiuta a scandagliare meglio il nostre settore; è innegabile che abbiamo criticità, le stesse di cui soffrono in Italia tutte le industrie metalmeccaniche: eccessivo cuneo fiscale, sistema scolastico in gran parte inadeguato, sistema di relazioni industriali ingessato. Ma è anche il momento giusto per ricevere nuove suggestioni: le opportunità offerte dal piano nazionale di ripresa e resilienza, nuove professionalità in grado di attrarre maestranze più giovani e anche femminili, crescita dimensionale delle imprese attraverso acquisizioni e aggregazioni virtuose».

È anche l'export a spingere il settore, che cresce ovunque come dimostra l'ultima rilevazione del Centro Studi Confindustria Toscana Nord.

«A livello del territorio complessivo di Confindustria Toscana Nord il risultato più consistente, più che doppio (+110 per cento) rispetto al secondo trimestre 2020, è quello della metalmeccanica (+16,1rispetto al secondo trimestre 2019)», commenta ancora Bellandi.

«Esistono ulteriori spazi di crescita e lo abbiamo visto durante la pandemia – afferma Mauro Celli, lucchese, che siede nel consiglio di Federmeccanica, oltre a rappresentare il comparto della meccanica della carta all’interno della sezione di Confindustria Toscana Nord – se in un primo momento abbiamo consolidato la presenza con clienti abituali, oggi siamo di fronte a ulteriori richieste del mercato che riguardano sia investimenti per impianti nuovi sia conversioni di vecchi macchinari in altri adatti a produzioni diversificate. Certo, anche noi soffriamo delle difficoltà di un’economia mondiale che si sta rimettendo in moto in maniera disallineata, soprattutto per quanto riguarda il costo delle materie prime e i ritardi nella loro consegna, ma il nostro obiettivo è di evadere gli ordini con la stessa puntualità a cui sono abituati i nostri clienti».

«Effettivamente il costo della materia prima, in questo momento, è il nostro principale problema – aggiunge da Pistoia Angela Landucci rappresentante della meccanica generale di Confindustria Toscana Nord –, tanto più che non siamo in grado di capire quanto e quando questa spirale si arresterà, a fronte di un mercato dinamico e che sta dando soddisfazione alle imprese». «Anche noi– afferma Marco Becheri, che rappresenta il segmento del meccanotessile – vediamo segnali importanti di ripresa, sui mercati stranieri ma anche su quello italiani; l'allentamento delle restrizioni pandemiche ha rimesso in moto il mercato del tessile/abbigliamento, e con questo il nostro segmento produttivo che sta all'inizio della filiera».

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