Spacciatore condannato a otto anni di carcere

Il 56enne era accusato di aver venduto per anni cocaina ai clienti che riceveva nella sua abitazione di San Marco

LUCCA. Condannato a otto anni, dieci mesi e 20 giorni di prigione un 56enne lucchese accusato di spaccio di droga. Si tratta di Rosario Arcopinto, classe 1965 nato a Napoli ma residente a San Marco ormai da anni. La sentenza è stata pronunciata lunedì mattina dal giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri al termine del rito abbreviato. Presente in aula il sostituto procuratore Antonio Mariotti. Una condanna pesante perché, visti i molti precedenti, in udienza gli sono stati contestati anche la recidiva reiterata la continuazione del reato.

I fatti contestati all’uomo vanno da 2017 al 2020 e il procedimento si è basato sulle dichiarazioni dei clienti di Arcopinto, dalle quali sono stati ricostruiti centinaia di episodi di cessione di cocaina avvenuti nel corso di questi anni.


L’uomo è finito agli arresti anche di recente: a gennaio e marzo di quest’anno, sempre per gli stessi reati. In occasione di uno di questi arresti gli inquirenti gli hanno sequestrato il cellulare e attraverso l’esame dei contatti, hanno identificato i clienti che sono stati ascoltati come persone informate sui fatti oggetto dell’indagine condotta dalla procura.

Al termine dell’udienza Arcopinto è stato condannato anche al pagamento di una multa di 38mila euro. Il soggetto è attualmente detenuto nella casa circondariale San Giorgio.

L’uomo è stato arrestato anche nell’ottobre del 2020: in quell’occasione un sospetto via vai di persone, quasi tutti consumatori abituali di stupefacenti e già segnalati dalla Prefettura, attiva i militari che decidono di eseguire un servizio mirato di controllo. E quando una donna lucchese di 45 esce dall’abitazione di Arcopinto ecco scattare il blitz dei militari. Che la perquisiscono e la trovano con un grammo di cocaina ceduto dallo spacciatore ultracinquantenne. A quel punto i militari eseguono una perquisizione domiciliare a casa dell’uomo. Lì, occultato nello scaldabagno, trovano un sacchetto di cellophane con 55 grammi di cocaina oltre a materiale atto al confezionamento e allo spaccio della droga. A gennaio 2021 un nuovo arresto, con il giudice che dispone i domiciliari. Ma nonostante questo l’attività di spaccio del 56enne prosegue e così a marzo il magistrato dispone l’aggravamento della misura e il trasferimento in carcere, dove il soggetto si trova tutt’ora.

G.P.

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