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Manzione, il procuratore ritorna a casa dopo 12 anni

Gianluca Massaro, Gerardo Boragine e Felicia Barbieri durante la cerimonia dell’insediamento e l’intervento del procuratore Domenico Manzione

Nel 2009 aveva lasciato da sostituto l’ufficio requirente di via Galli Tassi. Adesso il magistrato torna come responsabile per chiudere la carriera

LUCCA. A volte la vita fa strani giri e torna al punto di partenza. E ieri a mezzogiorno, a palazzo di Giustizia, per un momento il tempo si ferma. Per il ritorno a casa di Domenico Manzione, 66 anni compiuti il 10 agosto, nuovo procuratore della Repubblica dopo aver trascorso quasi 20 anni come sostituto impegnato nelle indagini più complesse e delicate della nostra provincia, ci sono tanti volti familiari: dal procuratore Giuseppe Quattrocchi, suo maestro e mentore, all’allora ex colonnello dei carabinieri (oggi generale in pensione) Salvatore Maiorana, fidato collaboratore nelle inchieste sui delitti e i reati più gravi degli anni Ottanta e Novanta. Tra i più emozionati Gerardo Boragine, nuovo presidente del tribunale, che con Manzione ha condiviso per 29 anni un percorso umano e professionale. A lui tocca il compito di presiedere il collegio dell’insediamento ufficiale con la formula di giuramento tenuto nell’aula 1 del dibattimento. Lucca per Manzione è una seconda pelle, una specie di brodo primordiale. Ieri è arrivato in quel palazzo, che conosce come casa sua, poco dopo le 11. Giacca blu, camicia bianca, pantaloni beige e barba curata sotto la mascherina d’ordinanza, attende l’arrivo del Procuratore generale della Corte d’ Appello di Firenze, Marcello Viola, che con la sua presenza vuole testimoniare la sua vicinanza e la sua stima verso un magistrato di grandi capacità umane e professionali concedendo l’anticipato possesso di un incarico di capo dell’ufficio requirente che, record in Italia dal 1947 ad oggi, era vacante da quasi due anni. Fuori dalla porta dell’ufficio al primo piano del palazzo ci sono, oltre ai soliti cronisti, tanti suoi vecchi collaboratori: dal decano dei giudici, il presidente della sezione civile Giulio Giuntoli agli ufficiali di pg Carlo Santopietro (carabinieri), Franco Bozzi (polizia) e Nicola Borgia (finanza) ai sostituti che ha lasciato quando, nel 2009, diventò procuratore di Alba e che oggi ritrova (dal facente funzioni Lucia Rugani ad Antonio Mariotti) ad alcune assistenti di cancelleria che avevano avuto il privilegio di lavorare con lui dodici anni fa. Pacche sulle spalle, strette di mano, sorrisi. Perché Manzione ha un modo cordiale e diretto di comunicare, un’indiscussa umanità unita alla grande competenza professionale, e una grande passione per il diritto che lo ha sempre animato nel corso dei decenni. E si sa, quando una passione a lungo coltivata diventa il lavoro di una vita allora si è davvero uomini fortunati. Un ritorno a casa, quello del dottor Sottile della procura di Lucca, un po’ sofferto e avvenuto in ritardo. Ma stavolta, lui che non ha mai fatto della puntualità il suo tratto distintivo, non è stato per colpa sua. Ci sono volute tre riunioni del plenum di Palazzo dei Marescialli per arrivare a una decisione che, carte alla mano, appariva scontata dall’inizio in considerazione del notevole distacco tra il suo curriculum (titoli, anzianità e graduatoria del concorso) e quello degli altri contendenti. La testimonianza, se ne ce fosse stato bisogno, di un plenum sempre meno indipendente e sempre più vicino alla politica. Palpabile l’emozione del nuovo procuratore al momento della formula di giuramento in nome della Costituzione di fronte al collegio (Boragine, Massaro, Barbieri) per quell’ampia presenza di magistrati, giudici e rappresentanti dell’Ordine forense (avvocato Florenzo Storelli) e delle Camere Penali (avvocato Eros Baldini). Da tutti un coro di soddisfazione per la sua nomina a capo ufficio requirente. Buon lavoro dottor Manzione.

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