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Cane sbranò barboncino, risarcita la proprietaria

Lucca: alla pensionata riconosciuta una cifra nettamente inferiore a quella richiesta dal suo avvocato

LUCCA. Aveva chiesto un risarcimento del danno pari a quarantamila euro per lo choc riportato in seguito all’aggressione di un bull terrier al suo barboncino, uno shih tzu, azzannato al collo e morto poche ore dopo dal veterinario dove la pensionata l’aveva portato per cercare di salvarlo. Una vicenda che risale a cinque anni fa e si è conclusa con la condanna a duemila euro di multa più le spese ai danni dei due proprietari del molosso, madre e figlio che risiedono nella periferia cittadina.

Secondo il presidente del tribunale civile Giulio Giuntoli, al di là di alcuni difetti di costituzione della parte attrice (c’era stato anche un cambio di avvocato dopo la morte del legale della parte attrice), la responsabilità penale del padrone del cane o di chi lo porta a passeggio vale solo per le lesioni procurate ad altre persone, non invece per quelle procurate ad un altro cane. In questo secondo caso esiste solo la responsabilità civile e un obbligo di risarcimento del danno. Cosa era accaduto nel gennaio di cinque anni fa? Il cancello dell’abitazione dei proprietari del molosso era rimasto inavvertitamente aperto mentre la padrona di casa era andata a prelevare della posta.

Il bull terrier era uscito e si era fiondato nel giardino vicino azzannando al collo il barboncino. Madre e figlio, proprietari del molosso, cercarono di separare i cani e con loro anche la pensionata padrona del cane di piccola taglia che provava a tirarlo via con il guinzaglio. Alla fine soltanto usando il bastone il molosso staccò la presa dallo shih tzu che aveva perduto molto sangue. Fu trasportato dal veterinario, ma per il cagnolino non ci fu nulla da fare. La pensionata nella denuncia chiese il risarcimento del danno non patrimoniale dipendente dalla perdita dell’animale a cui era legatissima. Un’intensità di relazione affettiva per il difensore era stata stimata in 40 mila euro.


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